Campania, addio all'ultimo abitante del borgo del Cilento dichiarato patrimonio Unesco

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Campania, addio all'ultimo abitante del borgo patrimonio Unesco del Cilento 

Se ne è andato Giuseppe Spagnuolo, l'ultimo testimone di un'epoca dimenticata. Il 76enne era l'ultimo abitante di Roscigno Vecchia, il borgo della Campania dichiarato patrimonio dell'Unesco, che sorge nel cuore del Cilento. Una località che perde, così, non solo il suo ultimo abitante, ma anche una parte della sua storia. Spagnuolo, infatti, era l'ultimo eremita di un borgo ormai fantasma: figura emblematica, simbolo potente di una realtà italiana che scompare.

La storia di Roscigno Vecchia è la storia di tanti piccoli borghi italiani, testimoni silenziosi di un passato glorioso, ora abbandonati al loro destino. Questi gioielli dell'architettura e della cultura, sparsi lungo la penisola, sono spesso dimenticati dalle rotte del turismo di massa e dalla politica locale. Roscigno Vecchia, con la sua particolare storia, ne è un esempio lampante. Fondato secoli fa, questo borgo ha vissuto il suo declino all'inizio del Novecento, quando gli abitanti furono costretti a lasciarlo a causa di una frana, trasferendosi nella nuova Roscigno, poco distante. Giuseppe Spagnuolo, legato alla sua terra fino alla fine, aveva scelto di restare. Diventando, così, il custode di un patrimonio che andava altrimenti perduto.

Spagnuolo era rimasto da solo quando, nel 2001, si era spenta l'ultima abitante donna. La vicenda di Spagnuolo, l'ultimo abitante di Roscigno Vecchia, ci interpella profondamente. Rappresenta la resistenza contro l'oblio, il legame indissolubile con la propria terra, una sfida contro il tempo e la modernità. La sua figura, eccentrica e autentica, ha attirato nel corso degli anni numerosi turisti e appassionati, curiosi di scoprire la vita in un borgo ormai deserto, e di incontrare l'uomo che aveva scelto di vivere in completa solitudine, circondato solo dai ricordi di un tempo che non c'è più.

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Campania, addio all'ultimo abitante del borgo del Cilento: la storia di Roscigno Vecchia

Roscigno Vecchia è molto più di un borgo abbandonato: è un libro di storia a cielo aperto, un museo vivente che racconta di epoche passate, di vite vissute e di comunità che non ci sono più. I suoi vicoli, le sue case di pietra, la chiesa di San Nicola di Bari, dove si terranno i funerali di Spagnuolo, sono il simbolo di un'Italia rurale e autentica. Un paese che sta lentamente scomparendo, sotto il peso dell'urbanizzazione e della globalizzazione.

La vicenda di Roscigno Vecchia ci obbliga a riflettere sul destino dei piccoli centri storici italiani, spesso trascurati dalle politiche di sviluppo e conservazione. Questi borghi, custodi di una storia e di una cultura uniche, richiedono un'attenzione particolare per non finire nell'oblio. La sfida è duplice: da un lato, conservare e valorizzare questi gioielli del passato, dall'altro, trovare nuove modalità per riportarli a nuova vita, magari attraverso il turismo sostenibile o progetti di recupero culturale.

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