Chi viaggia nello spazio distrugge più globuli rossi: perché l'inquietante scoperta non preoccupa gli astronauti

Chi viaggia nello spazio distrugge più globuli rossi: perché l'inquietante scoperta non preoccupa gli astronauti

Una recente ricerca ha svelato un fenomeno sorprendente che sconvolto gli astronauti: i viaggi nello spazio accelerano la distruzione dei globuli rossi, creando una condizione nota come "anemia spaziale". 

Quando pensiamo ai viaggi spaziali, ci immaginiamo straordinarie oltre la gravità terrestre, ma raramente ci fermiamo a considerare gli effetti che questi viaggi hanno sul corpo umano. Un recente studio pubblicato su Nature Medicine ha gettato luce su una preoccupante realtà: i viaggi nello spazio sembrano accelerare la distruzione dei globuli rossi. Questa condizione, definita "anemia spaziale", ha sollevato interrogativi e preoccupazioni nel campo dell'astronautica e della medicina spaziale.

La scoperta dell'anemia spaziale non è recente; è una condizione che gli astronauti hanno segnalato fin dalle prime missioni spaziali. Tuttavia, fino ad ora, la comunità scientifica non era riuscita a comprendere appieno le cause di questo fenomeno. L'ipotesi iniziale era che l'anemia spaziale fosse una sorta di adattamento temporaneo ai fluidi che si spostavano nella parte superiore del corpo in assenza di gravità. Tuttavia, lo studio condotto dal dottor Guy Trudel dell'Università di Los Angeles ha rivelato che la distruzione dei globuli rossi è un effetto diretto e prolungato della permanenza nello spazio, indipendentemente dagli spostamenti dei fluidi corporei.

Chi viaggia nello spazio distrugge più globuli rossi: perché l'inquietante scoperta non preoccupa gli astronauti
Globuli rossi nello spazio: cosa succede

La distruzione dei globuli rossi nello spazio e le conseguenze per gli astronauti

Il team di ricerca ha esaminato 14 astronauti durante le loro missioni spaziali di sei mesi, scoprendo che la distruzione dei globuli rossi aumentava del 54% rispetto ai livelli normali sulla Terra. Questo dato è particolarmente allarmante se si considera che, sul nostro pianeta, il corpo umano crea e distrugge circa 2 milioni di globuli rossi ogni secondo. Nello spazio, questo numero sale a 3 milioni al secondo, un incremento non trascurabile.

La ricerca ha inoltre evidenziato che questo fenomeno si verifica indipendentemente dal sesso degli astronauti, suggerendo che si tratta di una reazione universale del corpo umano all'ambiente spaziale. Sebbene il team di ricerca non abbia misurato direttamente la produzione di globuli rossi, si presume che gli astronauti compensino la perdita aumentando la produzione di queste cellule vitali.

Implicazioni e adattamenti per la salute spaziale

Questa scoperta solleva nuovi interrogativi sulla salute a lungo termine degli astronauti e sulle possibili strategie di adattamento. Gli scienziati stanno ora esaminando come questi cambiamenti possano influenzare la resistenza del corpo umano durante e dopo i viaggi spaziali, e quali misure preventive o terapie possano essere implementate per contrastare gli effetti dell'anemia spaziale. Inoltre, questi risultati potrebbero avere implicazioni per i futuri viaggi spaziali di lunga durata, come le missioni su Marte, dove gli astronauti dovranno affrontare periodi prolungati in assenza di gravità.

Nonostante la gravità della scoperta, gli astronauti sembrano non essere particolarmente preoccupati. L'adattabilità e la resilienza del corpo umano, unita alla capacità di compensare le difficoltà attraverso la scienza e la tecnologia, rappresentano una luce di speranza. Questa ricerca evidenzia non solo le sfide dei viaggi spaziali, ma anche la straordinaria capacità dell'umanità di adattarsi e superare ostacoli apparentemente insormontabili.

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