Promised Land, lobbisti contro Matt Damon: "Solo una parte di verità"

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Promised Land (2012) è un famoso film con Matt Damon finanziato dalla Participant Films, una società nota per la sua attività di sensibilizzazione rispetto al cambiamento climatico. Proprio per questo, fu accusato dai lobbisti del petrolio di diffamazione al momento della sua uscita. Ciò che ne scaturì fu un grosso caso mediatico a causa del momento storico che stavano vivendo gli Stati Uniti. La scoperta di alcuni pozzi petroliferi gli permise di immaginarsi primo esportatore al mondo entro il 2015.

Il film Promised Land (2012) sembra mettere in luce molte preoccupazioni rispetto al petrolio e ai metodi estrattivi. Un'insegnante e un attivista ambientale cercano di avvertire una comunità della potenziale minaccia ambientale legata al fracking. Diretto da Gus Van Sant, è ambientato nel contesto del boom energetico americano e segue la storia di un venditore di gas, interpretato da Matt Damon, che acquisisce diritti di trivellazione da agricoltori in difficoltà.

Con l'uscita del film, la lobby del petrolio e del gas Energy in Depth cercò di plasmare la percezione pubblica sull'argomento, temendo un contraccolpo negativo in un periodo in cui alcuni Stati in America stavano cercando di rafforzare la regolamentazione di un'industria che ha operato in gran parte senza controlli nei primi anni del suo sviluppo. Participant Films, la società dietro Promised Land è nota per le sue campagne di sensibilizzazione legate ai suoi prodotti artistici, spesso incentrate su questioni di rilevanza pubblica. Un esempio è il caso del documentario di Al Gore, "Una scomoda verità", sul cambiamento climatico del 2006.

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Matt Damon e John Krasinski, clip dal film "Promised Land" (2012).

 

Promised Land, cosa ci dice l'attacco dei lobbisti a Matt Damon

Promised Land con Matt Damon, tratta delle problematiche legate alla perforazione del suolo per il gas naturale. Alla notizia della sua uscita, alcuni sostenitori del fracking prepararono prontamente un contrattacco. L'organizzazione di lobbying Energy in Depth anticipò il film pubblicando un foglio informativo a favore del fracking. L'obiettivo era quello di contrastare l'eventuale impatto negativo avrebbe potuto avere sull'opinione pubblica.

Altri gruppi industriali valutarono diverse strategie, come l'invio di studi pro-fracking via email ai critici, la distribuzione di volantini agli spettatori e la creazione di "squadre della verità" su Twitter (oggi "X"). Alcuni avanzarono anche teorie complottistiche, classificandolo come un tentativo orchestrato dai Paesi produttori di petrolio del Medio Oriente di danneggiare l'industria del gas naturale americana. Energy in Depth reagì persino a un'intervista televisiva di John Krasinski, uno degli attori, accusandolo false informazioni sul fracking.

Ad oggi, possiamo dire che la tecnica di fratturazione idraulica ha contribuito a trasformare le prospettive energetiche degli Stati Uniti, rendendolo primo esportatore di petrolio e gas naturale al mondo. Ma ha anche sollevato preoccupazioni per la contaminazione dell'acqua e la qualità dell'aria, oltre all'aumento del rischio di terremoti.

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