Campania, dipendenti comunali 'furbetti': cosa si sono inventati per intascare illecitamente lo stipendio

campania dipendenti comunali

Campania, la Guardia di Finanza di Aversa sgomina una banda di dipendenti comunali 'furbetti': intascavano illecitamente lo stipendio

Un nuovo caso di dipendenti 'furbetti' arriva alla ribalta della cronaca nazionale. Lavoratori disonesti che, complice, molto spesso, la mancanza di adeguati controlli, truffano il sistema per intascare lo stipendio (di solito, anche generoso) senza, di fatto, svolgere alcun servizio. Il caso odierno arriva dalla Campania, dove oggi si è conclusa una complessa attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord nei confronti, in particolare, di un dipendente del Comune di Aversa, in provincia di Caserta. Di costui, a tutela della sua privacy, sono state diffuse solo le iniziali: R.P. L'uomo, con il favore di altre 12 persone, a loro volta indagate, si comportava con estrema libertà nell'ente per cui era stato assunto.

Nel dettaglio, R.P. timbrava, di fatto, il cartellino alle 10 del mattino, andando poi altrove, usando prima una scusa, poi l'altra. In ufficio, comunque, c'era molto poco, e si giustificava parlando di inesistenti faccende da svolgere fuori, per conto del Comune. Ma era tutto inventato. Per far ciò, l'uomo alterava il sistema automatico di rilevamento delle presenze. Il periodo in cui il non troppo ligio al dovere dipendente metteva in atto il suo atteggiamento truffaldino, risale all'anno 2022. Il modus operandi usato dal lavoratore disonesto è stato accertato dagli inquirenti, tramite telecamere nascoste posizionate in prossimità delle macchine marcatempo, e grazie ad appositi servizi di osservazione e pedinamento.
Ma questo modo di fare era alquanto diffuso, in Comune.

campania dipendenti comunali (1)

Campania, beccato un gruppo di dipendenti comunali disonesti

Sì, perché, se R.P. è colui che si comportava peggio, alcuni suoi colleghi non si sono di certo distinti per merito. Dodici, per la precisione. Un nutrito gruppetto di lavoratori, a loro volta indagati, si scambiavano a vicenda il 'favore' di timbrarsi il cartellino, attestando quindi, falsamente ed indebitamente, la propria presenza negli uffici comunali.
Le forze dell'ordine hanno esaminato anche le buste paga e i tabulati afferenti le presenze in servizio. Indagini che hanno ulteriormente confermato quanto già scoperto, e peggiorato, quindi, il quadro probatorio a carico degli indagati. E' stato, quindi, possibile ricostruire l'ammontare esatto dei profitti illeciti intascati dai dipendenti con questo trucchetto.

Concluse le indagini, è stata eseguita, da parte della Compagnia Pronto lmpiego della Guardia di Finanza di Aversa, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di R.P., che ora è agli arresti domiciliari. Per gli altri 12 dipendenti, invece, è scattato il divieto di dimora nel capoluogo normanno. Costoro sono indagati, a vario titolo, per i reati di falsa attestazione di presenza in servizio e truffa aggravata ai danni dell’Ente Pubblico.
Il provvedimento prevede, inoltre, il sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato di truffa a carico di R.P., pari a circa 9.100 euro.

LEGGI ANCHE >>> Campania, cliente scopre il trucco disonesto di un supermercato per allungare la data di scadenza: "Così ci avvelenano"