Giovanna Pedretti, l'odio social non si ferma: commenti crudeli anche dopo la morte della ristoratrice di Lodi

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Giovanna Pedretti, continua l'odio social contro la ristoratrice trovata morta in provincia di Lodi: il dramma non ferma la cattiveria degli utenti

In questi giorni in Italia è stata scritta un'ennesima brutta pagina di cronaca nera, di quella causata dai social. Giovanna Pedretti è il nome della ristoratrice di Sant'Angelo Lodigiano (in provincia di Lodi) trovata morta nelle scorse ore nel fiume Lambro. La donna, 58 anni, era divenuta protagonista, suo malgrado, di un caso nazionale relativo a una recensione che un cliente avrebbe lasciato alla sua pizzeria Le Vagnole, per esprimere le sue lamentele nei confronti del locale. "Mi hanno messo a mangiare di fianco a dei gay", si legge nel testo lasciato su Google.

Il caso

Pedretti aveva risposto alla recensione invitando il cliente a non presentarsi più nella sua pizzeria. Il botta e risposta tra cliente e ristoratrice era stato da quest'ultima pubblicato sulla pagina Facebook della pizzeria, e il post, nel giro di poche ore, era divenuto virale. Centinaia di commenti di elogio in direzione della ristoratrice, per le sue parole di inclusione e difesa non solo nei confronti degli omosessuali, ma anche dei disabili. Un'ondata di approvazione, che in poche ore si era, però, trasformata in una tempesta contro la stessa Pedretti. Qualcuno, infatti, ha messo in dubbio l'autenticità della recensione, supponendo che la donna avesse inventato ogni cosa per fare pubblicità al suo locale. Tesi sostenuta, tra i primi, da Selvaggia Lucarelli e dal compagno Lorenzo Biagiarelli.

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La recensione al centro della vicenda, e la risposta di Giovanna Pedretti

 

Dopo poche ore, il ritrovamento del corpo senza vita di Giovanna Pedretti. La 58enne potrebbe essersi tolta la vita proprio per la drammatica piega che la vicenda aveva preso. Ma si tratta solo di un'ipotesi: sul caso stanno indagando le forze dell'ordine, anche se la pista del suicidio sembra la più plausibile. Secondo una prima verifica da parte degli inquirenti, infatti, la ristoratrice non aveva né problemi economici né personali.
In attesa che chi indaga faccia luce su questa storiaccia, l'odio social nei confronti della donna non si ferma. Nemmeno dinanzi alla sua morte.

Giovanna Pedretti, l'odio social non si ferma nemmeno dinanzi al presunto suicidio della ristoratrice. I commenti vergognosi su Facebook

In centinaia, in queste ore, stanno visitando la pagina Facebook della pizzeria Le Vagnole, per lasciare un commento. La maggior parte degli utenti esprime il suo cordoglio e il dispiacere per come questa vicenda si sia conclusa. Ma tra i tanti commenti non mancano quelli di odio. Ve ne riportiamo qualcheduno: "Peccato solo che uccidendosi ha confermato le ipotesi che credevano un po' tutti, ovvero che la recensione fosse falsa e che la sua risposta fosse stata data solo per pubblicizzare il suo locale gratuitamente. Infatti molte delle vostre risposte si sono concluse dicendo: "Passerò nel vostro locale". "In pratica i disabili e gay sono stati presi in giro da questa signora, usati per farsi pubblicità, non protetti.. Una volta uscito tutto non ha retto alla vergogna".

Qualcuno addirittura critica la ristoratrice per il suo italiano: "In entrambi i messaggi dopo la punteggiatura non viene usata la maiuscola…" E ancora: "Ha distrutto la sua vita per niente".
Cosa insegna questa vicenda? Che l'odio dei leoni da tastiera è una fame che non si sazia mai. Nemmeno con la morte.

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