I saldi non fanno miracoli: per fermare la crisi del commercio in Italia serve molto di più

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I saldi da soli non bastano a risolvere la crisi del commercio: l'andamento di questi primi giorni dice tutto

Dall'osservatorio di Tuttonotizie è chiarissimo: il mestiere del negoziante sembra non avere alcun futuro. La nostra non vuole essere una previsione catastrofica, né un'affermazione sensazionalistica, ma è basata sul racconto del paese reale che ogni giorno proviamo ad offrire ai nostri lettori. E la realtà nel 2024 è che il commercio sta vivendo una lenta ma progressiva agonia, contro la quale nulla si sta facendo. E di certo, in questo scenario così nero, i saldi servono davvero a poco.

Un po' come somministrare una dose di multivitaminici ad un paziente malato e abbandonato, da anni, a se stesso: così il mondo del commercio prova a sollevarsi ogni 6 mesi, all'annuncio, carico di aspettative, dei saldi di stagione. Ma i saldi, oggi, non possono più essere come quelli di un tempo. Se prima dell'avvento del commercio online, delle app di shopping e dell'apertura dei grandi centri commerciali, si aspettava questo periodo dell'anno per precipitarsi nelle boutique e nei magazzini dalle vetrine scintillanti, oggi il concetto stesso di negozio è stato completamente svuotato.

Pensiamo alle nuove generazioni: avete mai visto ragazzi e ragazze ventenni spulciare tra gli scaffali di un piccolo negozio? I più giovani oggi si recano nei grandi magazzini, affascinati dai brand delle grandi multinazionali. La fast fashion, espressione che utilizziamo oggi per definire l'acquisto compulsivo ed assai conveniente. L'acquisto vantaggioso di un capo a basso prezzo, di cui, però, dopo poco tempo, bisogna disfarsene, perché di scarsa qualità. Una pratica distruttiva per il commercio, oltre che per l'ambiente, considerando che l'industria che muove la fast fashion è alla base di una delle principali ragioni di inquinamento globale.

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Saldi invernali, la crisi del commercio non si risolve così 

A pagare il conto di tutto questo sono i piccoli negozi, che certo non possono salvare il bilancio di un anno intero di incassi magri, con occasionali e sporadiche attività nazionali come quella dei saldi di stagione. Le notizie che arrivano da ogni regione d'Italia non stupiscono: l'andamento di questi saldi invernali non è buono. I programmi televisivi parlano di strade piene, di una vera e propria 'invasione' di avventori nei negozi. Sarà anche vero: le strade sono, in effetti, piene di persone. Ma sono davvero pochi coloro che, alla fine della passeggiata, mettono mani al portafogli.

I saldi da soli non possono salvare la crisi del commercio, che avanza ormai da anni. Crisi che tutti i giorni chiude decine di botteghe, minimarket, e negozi a conduzione familiare. Attività decennali, se non centenarie, che hanno fatto la storia dei centri cittadini in cui sono sorti. E che oggi chiudono e abbassano per sempre la saracinesca, nel silenzio più totale.

C'è bisogno di interventi strutturali, sostegni ai commercianti, affitti più bassi per venire incontro alle spese che il negoziante deve affrontare solo per tenere aperto il suo negozio. Campagne di sensibilizzazione che incoraggino l'acquisto di prossimità, un'educazione all'acquisto rivolta soprattutto ai più giovani, i clienti del futuro, a cui bisogna dire come comprare, anche per evitare truffe e fregature, sempre dietro l'angolo.

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