Napoli, la metropolitana delle contraddizioni: bella e col Wi-Fi, ma non passa mai

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Napoli, tutti i limiti della sua metropolitana: il servizio di trasporti del capoluogo partenopeo si 'atteggia' a capitale europea, ma è ancora piuttosto lontano dagli obiettivi a cui aspira

Bella è bella, per carità. La più bella del mondo, per tanti turisti che ammirano le stazioni di Toledo, Università, Duomo. Tutte quelle opere d'arte disseminate lungo i piani che conducono alle banchine a Dante, la successione di Fibonacci installata a Vanvitelli, i fotoritratti a Rione Alto, le bellissime sculture a Quattro Giornate. La metropolitana di Napoli è stata arricchita, negli anni, da decine di opere di rinomati scultori, tra i quali nomi del calibro di Michelangelo Pistoletto - a Garibaldi (lo stesso autore della Venere degli Stracci andata a fuoco la scorsa estate, sempre a Napoli, in piazza del Municipio). Il tutto nell'ambito del progetto Metro Art, che ha trasformato le stazioni metro del capoluogo partenopeo in nuove attrazioni turistiche.

Il passeggero che in città corre verso il treno, ha l'occasione di addentrarsi, scendendo sottoterra, in un mondo fatto di bellezza. Qualcosa che non sempre viene apprezzato, e non perché i napoletani non adorino l'arte. Anzi: l'amore per il piacere è uno dei motori che più muovono questa complessa, meravigliosa e articolata città. Il problema non è l'arte, ma l'impressione che tutto questo ben di Dio serva quasi da diversivo. Per distrarre dal disastro con cui Napoli ancora convive, inerente al mondo dei trasporti. Un detto partenopeo che ben si addice a questo discorso è: Si' bello, e nun abballe. Tradotto: sei bello, ma non balli. Dunque, non servi. Se alla bellezza della sua metropolitana il cittadino non vede associata anche l'efficienza, il rispetto per il passeggero che paga per un servizio che non riceve, beh, il risultato è un malcontento duro a morire. E un'indifferenza che non cede, neanche dinanzi alle più rosee promesse.

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Napoli, la stazione della metropolitana Toledo

 

Napoli, in metropolitana presto il Wi-fi. Ma i disservizi non finiscono

Uno dei difetti maggiori di questa metropolitana, che ha sempre scatenato il malumore dell'utenza, è legato al fatto che, a differenza di tutte le altre metro d'Italia, sottoterra, a Napoli, il cellulare non si può usare. Non c'è campo, non c'è rete: niente di niente. Isolati. Presto questo cambierà: a quanto pare, i primi passi verso l'attivazione del Wi-fi anche nella metropolitana partenopea si muoveranno a febbraio. Una sperimentazione che parte in ritardo, considerato che doveva avvenire entro il dicembre appena trascorso. Ma almeno, come si dice, la luce in fondo al tunnel c'è, e alla bellezza si unirà anche una copertura internet.

Tuttavia, i disagi atavici sono quelli, identici a sempre. I treni sono spesso in ritardo anche di 20 minuti, meno la mattina, molto nel pomeriggio. Le macchinette erogatrici dei ticket funzionano a singhiozzo, e la loro riparazione richiede sempre un'eternità. La conseguenza? Decine di stranieri (la città è nel pieno di un boom turistico che, però, sta dando i primi segni di cedimento) disorientati, desiderosi solo di infilarsi in metro e raggiungere le loro destinazioni. Ma impossibilitati dal farlo, perché non sanno dove e come acquistare i ticket di viaggio. Insomma, il caos regna spesso e volentieri sovrano in questa bellissima metropolitana, dalle mille contraddizioni.

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