Lombardia, ristoratrice si lamenta dei suoi camerieri: "Cosa mi hanno chiesto: che coraggio...", sommersa dalle critiche

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Lombardia, ristoratrice si sfoga sui social parlando male dei suoi dipendenti. Ma presto arrivano le critiche. Un caso che simboleggia come in molti concepiscono il lavoro oggi in Italia

Doveva essere un semplice sfogo di fine giornata, un modo per canalizzare, così, la rabbia e lo stress accumulati, e raccogliere, magari, una manciata di like. Sicura che le sue parole avrebbero ricevuto la piena approvazione di tutti i suoi amici, una datrice di lavoro decide di lasciarsi andare a un duro commento rivolto ai suoi dipendenti. Ma, come mai poteva immaginare, sarà presto sommersa dalle critiche. La protagonista di questa vicenda è una signora di Como, in Lombardia. Abbiamo intercettato il suo post su uno dei tanti gruppi che esistono su Facebook, e su cui aspiranti lavoratori e lavoratrici si scambiano consigli, pareri e dritte su offerte e colloqui di lavoro. Un modo per sostenersi a vicenda, nella lunga e faticosa ricerca di una occupazione soddisfacente.

Lo sfogo della signora è, dicevamo, piombato su uno di questi gruppi, dove è stato assurto un po' a simbolo. Simbolo di come alcuni datori di lavoro concepiscano il mondo dell'occupazione, e di quanto, pur rivestendo un ruolo da protagonisti in quest'ambito, siano del tutto estranei alle dinamiche e poco disposti alla comprensione di chi svolge un lavoro. La datrice di lavoro in questione è una ristoratrice. Due dei suoi camerieri "hanno osato chiedermi un aumento dello stipendio a giornata, come se non bastasse il fatto che gli ho dato un posto di lavoro. Hanno anche il coraggio di avanzare richieste, dopo che per più di due anni avete poltrito a casa con il reddito di cittadinanza. Basta, sgobbare!", ha scritto la signora. Qualcuno, allora, tra i commenti chiede, incuriosito: "Quanto li paghi a giornata?". E la donna: "Dipende dalla giornata: se incasso zero, loro non possono pretendere di guadagnare più di me: sono io il capo".

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Lombardia, ristoratrice si lamenta dei suoi dipendenti: "Il capo sono io". Sommersa dalle critiche

Una risposta che ha dell'incredibile, e che fa di questa datrice di lavoro un pessimo esempio di imprenditrice. La retribuzione, infatti, non funziona esattamente così: la paga deve essere fissa, e non può di certo dipendere dall'incasso giornaliero. Sotto al post si accumulano decine di commenti di critiche: "Signora, lei farebbe meglio a cambiare mestiere". O ancora: "Faccia così: provi a trascorrere lei una intera giornata in piedi, al servizio di decine di persone, senza avere neanche il tempo di respirare. Il lavoro di cameriere è difficilissimo, e richiede rispetto, così come tutti i lavori. Si metta nei panni dei suoi dipendenti, e poi ne riparliamo".

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