Nostalgia, il film sulla Sanità è una storia vera: ecco di chi parla

Nostalgia film storia vera

Nostalgia è il film di Mario Martone, uscito nel 2022 e scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar nel 2023 per la sezione "Miglior film internazionale". Ispirato all'omonimo romanzo di Ermanno Rea, pubblicato nel 2016, è una storia vera che parla di resistenza, libertà e coraggio.

Nostalgia parla di Felice, interpretato da Pierfrancesco Favino, un uomo strappato al grembo della sua città - Napoli - in piena adolescenza. A 15 anni infatti va a lavorare per la ditta dello zio in Libano, poi in Sudafrica, per infine stabilirsi al Cairo, in Egitto, dove sposa la sua amatissima compagna e ha una vita piuttosto tranquilla. Il sogno di sua moglie spinge Felice a fare finalmente ritorno in patria, dove le cose sono cambiate eppure sempre uguali. Il punto di svolta è la morte dell'anziana, che rivela come un fascio di luce tutto ciò che le apparenze celavano. Il presente si stacca dal passato quando incontra Don Luigi. Ecco chi è questa figura chiave e realmente esistente.

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Pierfrancesco Favino interpreta Felice in Nostalgia (2022) di Mario Martone.

 

Nostalgia, il film è una storia vera: ecco a chi si ispira

Don Luigi, forse vero protagonista del film, è un parroco attivista del Rione Sanità a Napoli, che lotta contro la camorra. Il suo principale nemico è Oreste Spasiano, detto "O' mal'omm", il migliore amico napoletano di Felice, di cui in quarant'anni di distanza aveva perso ogni traccia. Ma chi è questo Don Luigi e perché questo film è una storia vera che parla di lotta, resistenza e libertà?

La figura che come un fascio di luce illumina tutta la monnezza che sta sotto ai silenzi e alle ipocrite apparenze: questo è Don Luigi, o meglio Padre Antonio Loffredo. Il parroco è tra le figure più famose della Sanità a causa della sua lotta per togliere i ragazzi dalla strada e dalle mani della Camorra. Il film è una rappresentazione alquanto fedele di tutto ciò che questa controversa e affascinante figura ha fatto per il Rione. Grazie al suo operato, oggi la Sanità vanta uno dei siti turistici più belli di Napoli, e non solo per ciò che offre ai visitatori, ma per ciò che ha offerto al quartiere: una speranza di cambiamento.

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Padre Antonio Loffredo o "Don Luigi", con i suoi ragazzi alla Sanità.

 

La Paranza di Padre Antonio Loffredo, "la sussidiarietà è Vangelo"

Come spiega bene il film, uno dei progetti principali di "Don Luigi" - così viene chiamato Padre Antonio anche nella realtà - è la gestione delle Catacombe di San Gennaro, prezioso patrimonio del Rione Sanità e collante essenziale tra il quartiere e la sua storia. Grazie alla "Paranza", la cooperativa sociale messa in piedi da Padre Antonio, il sito archeologico è oggi gestito da quei ragazzi che il Rione lo abitano da sempre e che da prima della sua apertura ne conoscevano ogni angolo, così come i punti di intersezione con la cultura locale.

"La sussidiarietà è Vangelo", dice Padre Antonio, riferendosi al principio costituzionale che regola i rapporti tra i diversi livelli territoriali e lo Stato. Quest'ultimo deve favorire l'iniziativa dei cittadini, singoli o associati, nella gestione del patrimonio comune. A livello pratico però, questo ha un ulteriore significato: la riappropriazione della propria storia attraverso la cura e la conoscenza. Grazie a questa profonda azione sociale, Don Luigi ha tolto dal braccio della morte della camorra tantissima manodopera e ridato speranza ai giovani del quartiere.

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