Sicilia, titolare le offre contratto di lavoro full time: "Ti pago bene, ma dovrai fare anche questo: sono disgustata"

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Sicilia, testimonianza di una nostra lettrice: contratto di lavoro full time pagato bene, ma con mansioni inattese richieste dal titolare

Riuscire a trovare un posto di lavoro soddisfacente oggi in Italia, soprattutto nel Meridione, risulta spesso essere una missione non semplicissima. Un tempo si poteva cominciare a lavorare anche senza possedere titoli di studio. Oggi, invece, le aziende alla ricerca di personale richiedono che tra i requisiti di base risulti come minimo una laurea triennale. Quando le richieste sono più alte, in relazione al posto di lavoro a cui si ambisce, tocca presentarsi al colloquio di lavoro con mille titoli. Laurea magistrale, master, esperienze pluriennali, tirocini di formazione, stage e quant'altro.

La strada del liceale che si imbatte nel mondo del lavoro e dell'università sembra una montagna altissima da scalare. A giudicare dagli annunci di lavoro e dalle offerte che circolano su internet. Certo non bisogna fare di tutta l'erba un fascio: esistono aziende molto serie, realtà competitive in cui potersi fare le ossa. La famosa gavetta, che non sempre diventa sinonimo di sfruttamento. Di realtà positive ce ne sono tante in Italia, ma è anche vero che è molto più semplice imbattersi in datori di lavoro e recruiter davvero molto esigenti, che però non ricambiano adeguatamente la disponibilità richiesta al dipendente. Che si ritrova, quindi, a svolgere più mansioni di quante erano previste, in nome di un salario sufficientemente dignitoso.

Una doverosa premessa per introdurre una lettera che ci è arrivata in redazione, da parte di una nostra lettrice che chiameremo Alberta, nome fittizio nel rispetto della sua privacy. Alberta ci scrive da Caltanissetta, in Sicilia. È una ragazza di 23 anni, appena laureata in Lingue. Ha inviato il suo curriculum a diverse aziende, e quella che le ha risposto e che le ha proposto subito un tirocinio full time sembrava essere perfetta per le esigenze della nostra lettrice, di cui riportiamo integralmente il testo di seguito, relativo alla sua esperienza.

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Sicilia, contratto di lavoro full time solo a determinate condizioni: "Sono avvilita"

"Vivo in un piccolo paese in provincia di Caltanissetta, e spesso, per lavorare, sono costretta ad utilizzare la macchina spendendo molto in benzina, che oggi costa moltissimo. Ma non importa: pur di lavorare sono disposta a fare sacrifici, e a investire sulla mia formazione. Pur di intraprendere la carriera a cui ambisco, sono pronta anche a lasciare la Sicilia,  terra che amo e dove vive la mia famiglia, i miei amici, i miei affetti più cari, la mia fidanzata. Ho deciso di puntare sul lavoro, così da godermi, un domani, i frutti di quello che ora voglio seminare", premette Alberta.

"Avevo trovato un annuncio di lavoro proprio nella mia città, un full time con il ruolo da me cercato, ovvero traduttrice presso un'azienda, con un salario ottimo: un sogno. Dopo un colloquio andato bene, tutto cambia nel momento della firma del contratto. Il recruiter, infatti, mi dice che, tra le mansioni a me assegnate, c'era anche quella di fare da segretaria dello studio, e che, all'occorrenza, se ce ne era bisogno, dovevo dare una mano anche alla moglie del mio capo, che ha appena avuto un bambino. Tradotto, in poche parole: oltre a svolgere il lavoro per il quale ho studiato e mi sono formata, mi veniva chiesto di fare anche da baby sitter al figlio del boss. Sono disgustata: sono andata via sbattendo la porta".

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