Donna denuncia il suo stalker, cosa le dicono le forze dell'ordine: "Questa è una condanna a morte", parla l'avvocato Grassani

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L’omicidio di Vanessa Ballan riaccende il dibattito intorno alla sottovalutazione del rischio intorno a certi casi di violenza contro le donne. L'intervento a Storie Italiane dell’avvocato Gian Ettore Gassani rende chiaro questo concetto

La morte di Vanessa Ballan poteva essere evitata? I margini per una risposta affermativa ci sarebbero già, anche se, ovviamente, su questo e su tutti gli altri aspetti di questo ennesimo femminicidio, saranno chiariti dagli inquirenti. La donna, assassinata in casa sua dal 41enne kosovaro Bujar Fandaj, aveva infatti già denunciato l'uomo che l'ha poi assassinata. Era avvenuto lo scorso ottobre, quando Ballan, insieme al marito, aveva avvisato le forze dell'ordine circa il comportamento ossessivo di Fandaj. Con lui, a quanto sarebbe emerso, la donna aveva intrattenuto una relazione extraconiugale, terminata la quale lui non la avrebbe più lasciata in pace. Fin quando non l'ha uccisa.

Ma perché le forze dell'ordine a cui Vanessa si era rivolta, non hanno fatto nulla per fermare l'assassino? A quanti casi ancora si dovrà assistere prima che le denunce sporte abbiano una conseguenza immediata sul comportamento dell'uomo violento? A Storie Italiane, programma di Rai 1 condotto da Eleonora Daniele, un interessante dibattito in questa direzione, arricchito dall'intervento del noto avvocato, Gian Ettore Grassani. Il quale ha riportato una sua personale testimonianza proprio in merito a ciò.

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Vanessa Ballan


Donna denuncia il suo stalker, la raccomandazione delle forze dell'ordine: "Stia a casa

"Un conto è una donna uccisa senza preavviso, un altro è quando c’è la denuncia. In questo caso, la responsabilità è dello Stato", ha detto l'avvocato Grassani su Rai 1. Che ha aggiunto: "Dico questa cosa per la prima volta: ho un caso di violenza a Milano. Abbiamo fatto la denuncia quattro giorni fa: solo il 27 dicembre daranno il braccialetto elettronico all’abusante, ovvero al violento che perseguita la mia cliente. La raccomandazione che è stata data alla mia assistita sapete qual è? “Rimanga in casa e non esca”. Mi assumo la responsabilità di ciò che sto dicendo: io che faccio l’avvocato, e mi occupo di questi casi di violenza, mi rendo conto che le donne che denunciano, rischiano di trasformare la denuncia in una condanna a morte. Perché lo stalker non si preoccupa della denuncia, non lo fermi così. Anzi: quello ti ammazza subito, ti massacra direttamente”.

La nuova legge sulla tutela delle donne, che dovrebbe essere già in vigore, vuole che il magistrato di turno debba intervenire entro i tre giorni dalla denuncia, altrimenti interviene il procuratore. "Non c'è scampo, quindi, per alcune procure che potrebbero essere oberate di lavoro e che quindi possono procrastinare l’interrogatorio", conclude Grassani.
Una vicenda che potrebbe essersi verificata nel caso dell’omicidio di Vanessa Ballan. 

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