Genova: "Dormivo in macchina, oggi regalo il Natale a chi non ce l'ha", la bella storia di Willy

non potevo mangiare willy

A La volta Buona la storia di Willy, un giovane di Genova dal passato difficile che è riuscito a realizzare il sogno di aiutare chi è in difficoltà

Una storia che ha qualcosa di esemplare, che dimostra quanto sia forte la determinazione e la voglia di un riscatto di una persona che ha conosciuto la vera miseria. E' la storia di William, per tutti Willy, raccontata con grande tatto da Caterina Balivo a La Volta Buona, su Rai 1.
Willy quattro anni fa ha aperto il suo ristorante a Genova, in Liguria, dopo mille sacrifici fatti e un passato difficilissimo.

"Nasco nei vicoli di Genova, ho vissuto una situazione precaria sin da bambino. Quel che mi è rimasto impresso sono i topi: la mia casa ne era infestata. Nonostante questo, dal punto di vista affettivo con mia mamma ho solo bei ricordi. Non posso dire che mi sia mancato qualcosa. Da quella casa siamo andati via, andammo in un’altra zona di Genova. Mio padre si svegliava e aveva scatti di ira, si alzava al mattino e urlava senza motivo. Mia mamma ha subito tanto, ma ad oggi so quel che l'ha fatta stare peggio è il fatto che noi patissimo tutto questo", racconta Willy, oggi trentenne, a La Volta Buona.

Alle medie Willy lascia la scuola, e poco dopo sua mamma si ammala. Quando il giovane ha 19 anni, la donna muore. Gli lascia una scatola, con una dolcissima lettera al suo interno, e alcuni suoi effetti personali. Quella scatola, per Willy, rappresenta tutto: lo scrigno dei ricordi dell'amata mamma, che gli dà forza anche da lassù. 

a
William ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, su Rai 1

Genova, la bella storia di Willy: "Non potevo mangiare, oggi organizzo cene di Natale per chi è meno fortunato"

Nella lettera c'è scritto: “Non ho dubbi su di te, so che posso contare su di te per la mia vecchiaia, tu sarai il mio bastone”. William per mesi ha dormito in macchina: non aveva soldi per potersi permettere un alloggio, mentre inizia a fare le pulizia nelle case. I genitori di Elisa, la sua fidanzata dell’epoca, lo aiutano. “Mi hanno fatto sentire come se avessi una famiglia. Quando ho perso mia mamma ho perso tutto”. Dopo aver svolto lavori contemporaneamente, Willy è riuscito a realizzare il suo sogno: aprire un ristorante tutto suo. Ma, nonostante oggi ce l'abbia fatta, non si è dimenticato del periodo in cui non poteva mangiare. Nel locale inizia ad organizzare delle cene di Natale, e il suo ristorante diventa un punto di riferimento per la beneficenza in città. 

"Non è nulla di speciale, lo possono fare tutti", dice il ragazzo. Testimonianza che vale oro.

LEGGI ANCHE >>> Toscana, l'incanto del presepe vivente di Casole d'Elsa: 300 figuranti ricreano la magia del Natale