"Caro Babbo Natale, riunisci la mia famiglia": Napoli, le più belle lettere sull'albero di piazza Garibaldi

babbo natale napoli

Alla stazione ferroviaria di Napoli Centrale, decine i messaggi lasciati dai cittadini sull'albero che campeggia a ridosso dei binari. I messaggi più belli

"Caro Babbo Natale...": tre parole bastano per farci tornare indietro nel tempo, all'infanzia nei mesi di dicembre, quando un calendario dell'Avvento segnava i giorni che mancavano al 25, il più bello dell'anno. Aspettando il Natale, i regali sotto l'albero, la poesia recitata a capo tavola con tutti tesi ad ascoltare le rime imparate a memoria, i dolci preparati con i nonni, i vestiti caldi e ben stirati da indossare per l'occasione.
Il Natale dei bambini, quello della meraviglia, della speranza che basta davvero una frase scritta a penna su un bigliettino, per esaudire i sogni più grandi.

Ve li ricordate quali erano, da piccini, i sogni più grandi? La Barbie iper-accessoriata appena uscita sul mercato, l'automobile telecomandata, il bambolotto capace di muovere la testa e di piangere a comando, le scarpe che si illuminano ad ogni passo. Piccoli grandi desideri per menti semplici, grate di ogni pacco da scartare. Si diventa adulti, ci si affanna per qualcosa di più costoso, nient'altro che la riproduzione, più grande, di quei giocattolini che volevamo con tutti noi stessi a sette, otto anni. Fin quando non ci si rende conto che quello che conta, che conta veramente, non sono gli oggetti, ma le persone che te li regalano.

Questo un po' il riassunto delle letterine scritte a mano e apposte sui lunghi rami dell'albero di Natale che campeggia nella stazione ferroviaria di Napoli Centrale. Decine di bigliettini, la maggior parte dei quali chiede qualcosa di così semplice, eppure così difficile da ottenere: l'amore, la serenità, la pace.

"Caro Babbo Natale, vorrei trovare qualcuno che mi ami davvero": le lettere sull'albero della Stazione di Napoli

"Caro Babbo Natale, per questo Natale vorrei che la mia famiglia possa tornare ad essere come prima, che possa essere un giorno di felicità nel ricordo. E ti prego devo passare l'esame di Citologia. Firmato, Francesca". Questa letterina ci ha commosso, perché semplice, piena di speranza, e con un fondo di tristezza. Ogni lettera racconta una storia, e questa parla di una perdita, di un pezzo di felicità scomparso per sempre. Ma che può rivivere nel ricordo: parola chiave. 

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Come Francesca, decine di altre le richieste che si possono leggere sull'albero della stazione dei treni di Napoli. "Vorrei che la mia famiglia fosse più unita, e che trovassi qualcuno che mi vuole bene davvero".

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E c'è chi poi lascia un memorandum prezioso, come Stefania, che scrive: "L'amore vero non umilia, non delude, non calpesta, non tradisce, non ferisce il cuore. Per tutte le donne, per tutti gli uomini".

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