Sardegna, carcassa di delfino allarma l'isola: cosa è successo

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Stamattina in Sardegna, a Costa Rei, è stata rinvenuta da un passante l'ennesima carcassa di delfino. Potrebbe essere legata a una pratica commerciale dei pescatori a scapito di questa categoria dei cetacei. Non è la prima volta in Sardegna. Ecco cosa è successo.

Succede a Costa Rei, in Sardegna, dove stamattina un passante ha segnalato alle autorità un triste scenario: un delfino adulto, già morto da alcuni giorni, giaceva spiaggiato e parzialmente sepolto dalla sabbia. Le condizioni del corpo, visibilmente in decomposizione, indicano che l'animale è deceduto da tempo. Le autorità competenti sono state informate per procedere con la rimozione della carcassa e per indagare ulteriormente sulla possibile causa del decesso del delfino. Le cause della sua morte rimangono al momento incertema la macabra scena ricorda alcuni casi ricondotti dagli esperti al commercio del mosciame.

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La carcassa di delfino ritrovata stamattina a Costa Rei, in Sardegna.

 

La carcassa di delfino allarma la Sardegna, dietro potrebbe esserci l'uomo

Il cadavere ritrovato stamattina è soltanto l'ennesimo di una serie di avvenimenti simili che da anni scuotono la Sardegna. E chissà quanti altri rimangono taciuti. Tra le notizie che hanno fatto più scalpore, ricordiamo la denuncia di alcuni turisti in vacanza a Orosei, che l'anno scorso dichiararono di aver assistito all'uccisione e sfilettamento al largo di due delfini. Questa pratica, molto diffusa in Sardegna, è riconducibile al commercio del mosciame. A compiere il tragico atto infatti sono le mani esperte di alcuni pescatori, che uccidono i cetacei al largo, ne estraggono la carne e poi rigettano il cadavere in mare. Per questo, la carcassa ritrovata a Costa Rei potrebbe essere sintomo del fatto che tale atroce pratica commerciale è ben lontana dall' essere fermata.

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Il commercio di mosciame di delfino è punito con sanzioni pecuniarie e detenzione.

 

Il commercio del mosciame di delfino è vietato per legge dal 1989, ma secondo le ultime stime la sua carne sul mercato nero potrebbe arrivare a costare anche 200 euro al kilo. Un fatto allarmante considerando che i delfini sono protetti da leggi nazionali e convenzioni internazionali. Le pene previste per la cattura, l'uccisione o il commercio delle loro carni comprendono da sanzioni pecuniarie (dai 2000 ai 12000 euro) alla  detenzione (fino a 2 anni). Questo, secondo la legge 4/2021 in materia di pesca, per la quale "è vietato anche consumare la carne di questi animali" e "detenere, sbarcare trasportare e commercializzare le specie di cui sia vietata la cattura"

I delfini e la strage ambientale

Il ritrovamento di oggi è soltanto la punta dell'iceberg di una violenza ambientale che minaccia i delfini e il pianeta  e sempre più spesso la causa di ciò è l'uomo. La protezione di questi cetacei è essenziale non solo per la loro sopravvivenza, ma anche per mantenere la biodiversità marina e l'equilibrio degli ecosistemi. Proteggere i delfini significa preservare un tesoro naturale e assicurare la salute dei nostri oceani per le generazioni future.

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