Vanessa Ballan, l'agghiacciante testimonianza di una vicina di casa: "Avevo già visto l'assassino", cosa faceva

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Vanessa Ballan, emergono le testimonianze dei vicini di casa della donna uccisa in casa dal suo stalker: l'uomo era già stato visto aggirarsi nei dintorni dell'abitazione

Ci potrebbe essere stata una sottovalutazione del rischio nel caso dell'omicidio di Vanessa Ballan, 27enne incinta uccisa in casa sua da Bujar Fandaj, uomo di 41 anni di origini kosovare. A quanto pare, il presunto killer già perseguitava la donna, che lo aveva già denunciato alle forze dell'ordine lo scorso ottobre. Ma nessun provvedimento restrittivo serio sarebbe stato preso, a tutela della donna. Fandaj è al momento rinchiuso nel carcere di Treviso, con l’accusa di omicidio pluriaggravato volontario. Su di lui potrebbe valere anche l'aggravante della premeditazione.

L’uomo avrebbe scavalcato il cancello della villetta, ripreso dalla telecamera di videosorveglianza dell’abitazione. Si sarebbe poi diretto verso la porta a vetri laterale di ingresso di casa, sfondandola con un martello. Aveva con sé un borsone, in cui aveva raccolto tutta una serie di attrezzi di cui si è servito per consumare il delitto. E quindi, oltre al martello, con sé aveva due coltelli, uno dei quali da cucina. Dopo un'apparente fuga, l'uomo ha poi confessato ed è stato arrestato. Aveva una ferita tra indice e pollice, tipica di chi sferra fendenti.

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Bujar Fandaj

 

Vanessa Ballan, la testimonianza di una vicina di casa: “Lo vedevo spesso qui intorno, ed ero preoccupata”

Lo vedevo spesso, ero anche un po’ preoccupata, e mi chiedevo cosa facesse. Non mi piaceva tanto, lo vedevo uscire anche da qui, dove c’è la mia casa. Era un po’ che non lo vedevo, ma qualche tempo fa sì, lo ricordo”. Questa la testimonianza di una vicina di casa della povera Vanessa, raccolta da Storie Italiane. Il programma di Rai 1 condotto da Eleonora Daniele ha ascoltato anche un secondo testimone, vicino di casa, però, del presunto assassino.

Il quale viene descritto come “un personaggio piuttosto tranquillo. Non ci posso credere, perché come personaggio per me era tranquillissimo. Era una persona socievole, gentile, educato come tutti. Questo suo difetto qua, è che ha combinato sto guaio. Mi dispiace per questa ragazza e per il suo bimbo, ma mi dispiace per lui perché per me è una persona buona. Un giovane ragazzo, se porta a casa uno o l’altra non so, non sto qua a discutere o a controllare cosa fa o cosa non fa. Lavorava anche il sabato e la domenica, 24 ore su 24 ore. Quando ho sentito questa storia, finché non si è saputo, ieri, che c’era stato questo omicidio collegato a lui e ho avuto la certezza, non ci potevo credere".

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