Piemonte, colloquio di lavoro finisce a porte in faccia: "Domande assurde", cosa le hanno chiesto e perché si sbagliava

piemonte colloquio lavoro

Piemonte, colloquio di lavoro va a finire male: la candidata racconta la sua esperienza sui social. Nella sua opinione, le domande poste non sono pertinenti, ma gli utenti le chiariscono le idee

Un colloquio di lavoro può essere difficile da sostenere, se il recruiter, ovvero il responsabile delle risorse umane, oppure lo stesso datore di lavoro, che spesso ama assistere ai colloqui conoscitivi, si pongono in maniera sbagliata. Il modo in cui un colloquio va, infatti, non dipende solo ed esclusivamente dal candidato: concetto che molti datori faticano ad accettare. Bisogna mettere a proprio agio chi si offre per lavorare, poiché, se è vero che chi cerca lavoro deve saper dimostrare autocontrollo e sicurezza in sede di colloquio, d'altro canto chi siede dall'altra parte della scrivania, non può ignorare la dose di stress e ansia che un incontro professionale rappresenta per qualcuno.

Sui social ci sono decine di gruppi in cui gli aspiranti lavoratori si confrontano, per scambiarsi suggerimenti e consigli per trovare finalmente il lavoro a cui si ambisce. Ed è spesso utile il dialogo, perché l'altro, dotato, magari, di una maggiore esperienza, può aiutarti a vedere meglio e da altre prospettive, quelle che ti sembravano essere state delle assurdità in fase di colloquio. E' capitato ad una giovane donna, la quale ha raccontato su Facebook la più recente vicissitudine esperita proprio nel tentativo di trovare un'occupazione. A tutela della sua privacy la chiameremo con il nome di fantasia Annabella.

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Piemonte, il colloquio di lavoro prende una brutta piega: "Che domande sono?"

Annabella scrive dal Piemonte. "Ho fatto un colloquio per la posizione di impiegata amministrativa, ultima esperienza in questo ambito è stata fino da luglio a ottobre 2022. La recruiter chiede: "Non hai fatto altro fino ad oggi?", io rispondo che ho fatto altri lavori tra cui come pulizie e addetta mensa. Lei: "Perché non lo hai scritto sul curriculum?". Perché cosa importa a una che cerca un'impiegata se so pulire i bagni o mettere il cibo nei piatti, dico? Voi cercate un'impiegata, non una cuoca, o sbaglio?". Il colloquio, insomma, va a finire piuttosto male. Annabella, stizzita, conclude il suo sfogo scrivendo: "Ma hanno un cervello questi recruiter? Chiedo".

Alla sua domanda arrivano decine di risposte, che le fanno cambiare idea. "Un buon CV presenta tutte le esperienze lavorative, anche quelle non pertinenti, affinché il reclutatore possa capire la persona che ha davanti", risponde, esattamente, un'utente. "È una domanda lecita, se hai un buco di un anno nel CV e ha chiesto il motivo, nulla di così fuori dal mondo. Forse forse dovete calmarvi un po' e riflettere", scrive un altro.

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