Amici 23, l'intervista senza filtri di Ezio Liberatore: "Io? Eliminato dalla Pettinelli come un fantasma"

ezio liberatore

La nostra chiacchierata con Ezio Liberatore dopo la sua partecipazione ad Amici 23. Il giovane cantautore di Pescara voluto fortemente nella scuola di Maria De Filippi dalla maestra Anna Pettinelli, ci ha rivelato alcuni retroscena della sua partecipazione al talent show, ma anche tante novità in merito alla sua prossima attività musicale. 

Ezio Liberatore è un giovane cantautore nato a Pescara, in Abruzzo. Gran parte del pubblico lo conosce prevalentemente per la sua partecipazione al talent show di Maria De Filippi, Amici. Il suo percorso nel programma è terminato, ma non ha certo intenzione di fermarsi. Ha ancora tanta voglia di fare musica e ha deciso di svelarci alcuni suoi progetti futuri. Da poco, tra l'altro, è uscito il suo nuovo singolo intitolato Come quando fuori piove, inedito portato anche nella scuola.

Ezio Liberatore, intervista esclusiva: "Perché ho deciso di partecipare ad Amici"

Come mai hai deciso di partecipare ad un programma televisivo come Amici?

"La partecipazione ad Amici è avvenuta un po' per caso. Da un anno con il mio team di lavoro abbiamo prodotto un EP (un disco) e una volta terminato abbiamo prefissato i nostri obiettivi e aspettative. Abbiamo pensato, quindi, di provare Amici. Un casting tira l'altro e da luglio fino a settembre è andato tutto liscio. Mi sono ritrovato da un giorno all'altro che mi hanno chiamato per partecipare al programma. Da un giorno all'altro mi sono ritrovato catapultato in una realtà diversa. Posso dire che è stata una grandissima possibilità per me, perché permette di avere tanta visibilità. È stata una bellissima esperienza". 

"Il mio percorso con Anna Pettinelli"

Nella prima puntata del programma abbiamo visto che sei stato scelto da Anna Pettinelli, anche durante i casting hai colpito lei fin da subito?

"Sì, ho colpito sin da subito Anna Pettinelli, che poi è stata anche la mia professoressa ed è stata lei a darmi la possibilità di accedere alla classe di Amici e mi ha dato il banco". 

Anna Pettinelli ha poi cambiato tutta la sua squadra, eliminando non solo te, ma anche Stella e Holy. Che cosa ne pensi di questa sua strategia? 

"Io credo che i professori siano estremamente influenzati dal contesto e dall'alto. Penso che non sono totalmente loro a decidere di debba andare via o chi deve restare. Se dobbiamo soffermarci solo su Anna io ho notato un po' di incoerenza. Io alla fine mi permetto di giudicare solo il mio percorso, anche perché ognuno ha la propria storia. Con me ha cambiato idea nel giro di pochi giorni, da una puntata all'altra. Io penso che la scelta l'avesse già presa da tempo. Io avevo anche espressamente richiesto di parlare con Anna prima della puntata, giusto per sapere se era contenta del mio rendimento. Per me è stata una sorpresa, non me l'aspettavo in maniera così drastica e improvvisa. Quello che mi è stato dato era un pezzo veramente particolare, meglio di così non avrei potuto farlo. Alla fine, mi è sembrata quasi come una cosa già scritta". 

Ezio Liberatore: "Io, scontento delle assegnazioni"

Durante il tuo percorso, credi che Anna Pettinelli sia stata una buona insegnante per te, anche dal punto di vista delle assegnazioni?

"Sostanzialmente chi veramente ci insegna sono i vocal coach. Loro hanno la responsabilità degli alunni, ma ti seguono dall'alto. Non hai quasi mai rapporti o occasioni per parlare molto con loro. Quando ci sono, naturalmente, sono registrate per il programma. Gli insegnamenti che ho avuto da lei sono stati pochi. Sulla questione delle assegnazioni io non so chi effettivamente assegnava, se erano gli autori stessi, i vocal coach (anche se non credo) o gli insegnanti. Sicuramente non ero contento delle assegnazioni, soprattutto l'ultima". 

Cos'è che non ti è piaciuto, in particolare, delle assegnazioni? 

"Io sono molto sincero. Sono comunque voluto entrare ad Amici con l'intento di rappresentare e portare la mia musica, quindi gli inediti. Sostanzialmente, il cantante è colui che fa la propria musica, non quella di altri. Altrimenti sarei un interprete o qualcuno che fa le cover. Con questo non voglio assolutamente sminuire il fatto di dover studiare o comunque di dover eseguire delle cover. Io sono dell'idea, però, che un vero artista va valutato per i propri pezzi, per ciò che porta e per la sua emotività, per il proprio pezzo e la scrittura. Io mi sono un po' bendato gli occhi per il resto. Sicuramente se avessi scelto cover non sarebbero state quelle che mi hanno assegnato".

"Sono rimasto anche un po' scontento perché i miei gusti li sapevano. Nonostante ciò, mi hanno comunque portato a fare altro. Poi, con quella 'frasetta': "Voi dovete essere in grado di cantare tutte le tipologie di pezzi" se ne lavavano un po' le mani, fino a una certa però. Perché ogni pezzo che si porta va ad essere il metro di giudizio di ogni puntata. Ricordiamo che poi in ogni puntata si può andare a casa. Io non ho mai avuto peli sulla lingua, l'ho sempre detto chiaramente anche durante le prove che qualche pezzo, magari, non mi piaceva particolarmente". 

Credi che il tuo non avere 'peli sulla lingua' ti abbia portato ad uscire prima? 

"Premetto che sono una persona molto particolare. Difficilmente riesco a mettermi maschere o a cercare di mostrarmi felice o comodo in situazioni che non me lo permettano. In sostanza la situazione e il contesto in sé non mi metteva a mio agio. Automaticamente il mio corpo e i miei gesti parlavano. Anche la lingua non mi è mai mancata e io dicevo tutto come stava. Probabilmente se mi fossi messo una maschera o se mi fossi comportato in maniera diversa, forse avrebbe potuto fare la differenza. Io sicuramente sono molto spontaneo e forse non ero troppo inerente ad un contesto del genere. Non solo Amici, ma in generale la televisione punta a fare spettacolo digitale. Amici io lo definirei un 80% fare spettacolo e un 20% fare musica. Lì è gran parte spettacolo. Anche le relazioni, tutte cosette un po' alla Uomini e Donne o al Grande Fratello che si formano sono molto incisive per il programma". 

Ezio Liberatore svela: "Sono stato eliminato come un fantasma"

Quando sei uscito abbiamo visto prima che Anna Pettinelli ti ha sospeso la maglia. Poi dopo solo un'ora sei stato richiamato in studio per darti la comunicazione che saresti uscito. Cosa ne pensi di questa modalità? 

"Le modalità con cui mi hanno eliminato sono state pessime. Assolutamente il tutto non è stato bello. A me adesso non interessa, non avrebbero dovuto mettermi il tappeto rosso. Dopo due mesi di lavoro insieme avrei voluto un'uscita un po' più dignitosa. Sono stato eliminato un po' come un fantasma. Non ho avuto saluti da nessuno, se non dai ragazzi. Sono riuscito a salutare solo la produttrice del programma. Una cosa che mi è arrivata è che c'è poca empatia, soprattutto in seguito ad un'eliminazione. Alla fine a me poca interessa, sono solo una persona che sta attenta a queste cose. Io ho comunque molto rispetto per tutti coloro che lavorano in quella grande realtà, come Maria, i produttori e i professori. Alla fine, sarebbe piaciuto a me in primis poterli salutare in modo più approfondito. Non ho intenzione di criticare nessuno". 

"Il mio pensiero sulle parole di Rudy Zerbi"

Rudy Zerbi nel corso del programma ti ha detto più volte di avere trasmettere un senso di tristezza in tutto ciò che canti. Non solo, ti ha anche accusato di cantare senza pensare al pubblico, quasi come se non te importasse del parere degli spettatori. Hai voglia di rispondere a queste affermazioni?

"Sono tutte cavolate. Sono molto schietto e sincero. Dire che non mi interessa del pubblico intorno, per me sono affermazioni inappropriate e futili. Non è qualcosa di oggettivo o di professionale. Sì, sicuramente sono un ragazzo molto particolare, un po' malinconico e un po' misterioso. Sono sicuramente una persona molto sensibile ed emotiva. Ho sempre cercato di creare dell'arte su quello che mi è successo, anche gli episodi più tristi. La mia vena artistica è questa".

"Mi reputo, però, una persona estroversa e molto positiva, non penso di trasmettere solo di tristezza. Forse sì, sono stato un po' chiuso e poco aperto e sicuro di me sul palco, ma non ho mai avuto grandi esperienze live. Sono stato catapultato in una realtà televisiva dove ogni puntata mi vedevano milioni di telespettatori con personaggi famosi che mi giudicavano. Non è stato certo uno scherzo. Non è vero, però, che non mi interessava del pubblico che mi ascoltava. Io penso che sia stato anche tutto un po' ingigantito". 

"I ragazzi con cui ho legato di più nella scuola di Amici"

Chi sono i ragazzi con cui hai legato di più nel programma? 

"Space e Samuspina sono stati i ragazzi con i quali ho legato sicuramente di più. Ci sono ancora in contatto. Quando salirò a Milano avrà sicuramente modo di vederli". 

Chi credi che debba vincere il programma? 

"A livello musicale, perché è anche un produttore, io stimo molto Holden. Io ti direi lui, anche perché mi piace molto a livello di scrittura". 

Ezio Liberatore sulla sua musica futura: "Vorrei che avesse dei contenuti"

Parlaci dei tuoi progetti futuri

"Da poco è uscito il mio pezzo Come quando fuori piove, che segna un po' anche un cambiamento per il mio percorso artistico. Ora anche dopo l'esperienza di Amici si è acceso qualcosa nel mio percorso artistico e musicale. E la prima traccia del mio prossimo EP sul quale sto lavorando con il mio team. Spero di pubblicarlo al più presto. Nel frattempo sto avendo anche nuove proposte anche per quanto riguarda i live. Principalmente, il mio obiettivo è quello di continuare a fare musica e di creare prodotti validi che raccontino qualcosa. Vorrei che la mia musica avesse dei contenuti. Non mi importa tanto da quanto persone sarà seguita, mi interessa il messaggio che voglio trasmettere. Spero che arrivi come una spada che ti trafigge, che si capisca il significato e la persona che le canta".

Ezio Liberatore
Ezio Liberatore

 

Quali tematiche di piace trattare nella tua musica?

"Cerco sempre di parlare di cose che mi accadono in prima persona. Per esempio in 'Come quando fuori piove' io tratto il tema della solitudine, conosciuto da tante persone. L'ho associato un po' alla metafora della pioggia, quando fuori piove non c'è nessuno e spesso ti ritrovi con la pioggia che si scaglia addosso a stare solo con te stesso. È anche un modo per guardare a tutte le preoccupazioni e le paure con le quali ci si ritrova faccia a faccia. Dà anche un messaggio di speranza, trovare magari una persona che ti faccia evadere da queste preoccupazioni. Può essere una donna amata, un migliore amico o un genitore. Nei prossimi pezzi vorrei parlare anche di relazioni instabili che ho affrontato nella mia vita".

Ha, poi, aggiunto: "Io ho perso il mio papà per una grave malattia. Uno dei miei prossimi singoli sarà personalmente rivolta a lui, ma vorrei che fosse un modo per dare supporto a tutte quelle persone che vivono una scomparsa di questo tipo. Il mio obiettivo sarebbe anche quello di aprire una raccolta fondi tumorale per provare ad incrementare anche la ricerca scientifica in merito a questa malattia. Mio padre è venuto a mancare per un tumore. Vorrei dare un piccolo contributo a queste persone che hanno vissuto storie di questo tipo. Per il momento sono idee che ho e spero che saranno possibili da fare". 

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