Campania, lo sfogo di un cameriere: "La paga offerta per lavorare a Natale: non c'è rispetto"

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Campania, un cameriere nostro lettore ci invia la sua testimonianza alle prese con un'offerta di lavoro che ha definito "irrispettosa nei confronti della persona"

Per la maggior parte di chi lavora, i giorni rossi del calendario equivalgono a giorni di riposo. La Vigilia di Natale e Natale rappresentano le feste per eccellenza, quelle in cui riunirsi intorno alla tavola imbandita, per celebrare il giorno più atteso dell'anno. Per alcuni, però, è un giorno come un altro, vale a dire lavorativo. Uomini e donne al servizio per chi, invece, riposa: un sacrificio che andrebbe ripagato profumatamente. Proprio perché, appunto, giorno festivo. Così non accade ovunque, purtroppo, anzi. Il trattamento, proprio per i giorni di festa, risulta ancora più ingiusto del solito. Siamo in Campania, e un nostro lettore che di professione fa il cameriere, ci ha inviato la sua testimonianza. Vuole restare anonimo, per cui scegliamo per lui un nome di fantasia: Antony. Antony ci scrive da Battipaglia, in provincia di Salerno.

La sua è una testimonianza che ci addolora, perché descrive, davvero molto bene, la condizione dei lavoratori in alcune regioni. In Campania esiste una seria emergenza legata al lavoro in nero, assai di frequente pagato male, e senza rispettare date e scadenze. Vediamo cosa Antony ci ha raccontato, nella mail arrivataci in redazione.

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Campania, cameriere racconta: "La paga per lavorare a Natale: vergogna"

"Ciò che mi spinge a scrivervi è l'attenzione che, noto, dedicate alla questione lavorativa nel Mezzogiorno. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio: ci sono moltissimi datori di lavoro onesti, corretti nei confronti dei loro dipendenti. Purtroppo per me, però, finora non ho mai incontrato questo 'esemplare' di datore: le mie esperienze sono sempre state negative. Ho 34 anni, e lavoro da sempre nel mondo della ristorazione dopo un diploma all'istituto alberghiero. Ho scelto io questo settore, mi appassionava stare in contatto con le persone, scambiare chiacchiere con i clienti, accoglierli con un sorriso. Ma, e lo dico con l'amaro nel cuore, devo dire che dopo oltre dieci anni di esperienza, forse, se ne tornassi indietro, sceglierei un'altra strada. Vivo a Battipaglia, in provincia di Salerno, in Campania: il cameriere, in questa città, non ha grosse prospettive. I bar sono quelli, personale spesso già al completo, e la movida si concentra altrove. Così ho lavorato sempre dove trovavo lavoro, spesso anche a Napoli", ci scrive Antony.

Che continua: "Ed è proprio a Napoli che ho ricevuto la proposta lavorativa che mi ha spinto a riflettere, e a considerare seriamente di cambiare lavoro. Per un turno di 10 ore il giorno di Natale, e un full time anche la Vigilia, mi hanno offerto 30 euro al giorno. Nemmeno la paga di un giorno normale, considerando l'impegno che c'è, in una zona, che è quella in cui sorge  il bar in questione, ad alta frequentazione. Non c'è rispetto per il lavoratore, per la sua dignità. Scrivo per denunciare, fate sapere a tutti cosa succede al Sud, e cosa sono costretti ad accettare i lavoratori".

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