Lombardia, urla e schiaffi contro il ladro. Parla Carmen, la negoziante guerriera: "Mi sono difesa con le mie mani"

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Lombardia, a La Vita in Diretta il drammatico racconto di Carmen, fotografa della provincia di Bergamo, aggredita nel suo negozio da un violento malvivente

Si è difesa come una guerriera Carmen, 53enne fotografa di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, Lombardia, aggredita nel suo negozio da un uomo incappucciato. Il malvivente era entrato nel locale armato di taglierino, con l'intento di derubare la donna. Ma, con ogni probabilità, il delinquente non si sarebbe mai aspettato di trovarsi di fronte a una combattente.

Carmen ha reagito alle minacce violente del furfante, che, minacciandola col taglierino, le intimava di aprire la cassa per consegnargli l'incasso della giornata. La donna, però, reagisce: tra i due comincia una colluttazione, ripresa dalle immagini di videosorveglianza del negozio. Il racconto di quei lunghi istanti è stato ricostruito a La Vita in Diretta, che ha raggiunto, intervistandola, Carmen.

Lombardia: Carmen, la fotografa guerriera che ha cacciato via il ladro dal suo negozio

"La prima cosa che ho pensato di fare era allontanare da me l'arma, che ha sempre tenuto in mano. Tra uno strattone e l'altro mi tirava i capelli, io gli tiravo la giacca e gli ho fatto sbattere la testa contro il bancone. Il pensiero mio era quello di proteggermi: non ho avuto paura, ho reagito perché mi sono sentita aggredita. Salvavo me, non i soldi che avevo in cassa. Non so se reagirei ancora così, l'istinto non è preparato, non so se avrei ancora la stessa grinta, dire perché ogni dinamica ti spinge a muoverti in maniera diversa", racconta Carmen a La Vita in Diretta.

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Lombardia, un frame del video della colluttazione, trasmesso a La Vita in Diretta


L'uomo, qualche giorno prima del fatto, si era già presentato davanti negozio, restando a fissare dall'esterno la donna al lavoro. "Lo avevo già notato in una pausa pranzo in cui stavo terminando un lavoro. Ero a luce spenta e con la serranda abbassata. Era incappucciato ma, vista la stagione, uno non ci fa caso. Il pensiero del perché stesse così tanto tempo a guardare le cose esposte mi è venuto, però, mi capita di vedere gente che va e che viene, e guarda le vetrine di tutti i negozi. Non posso pensare che ogni persona che vedo con il cappuccio possa essere un potenziale aggressore, altrimenti non si vive più".

"Il fatto che fosse venuto prima e avesse forse capito che in questo negozio ci lavorava solo una donna, mi viene da pensare che volesse vincere facile. Non mi sento un'eroina: la reazione mia non era di dimostrare qualcosa, non vorrei che passasse il messaggio che bisogna aggredire: la mia è stata una reazione istintiva. Non ho paura: voglio essere serena, e partire da casa al mattino, e aprire il negozio con serenità. Sicuramente adesso adotterò dei sistemi di sicurezza in più".

Carmen ha una caviglia gonfia, un livido sul ginocchio sinistro, e un bernoccolo in testa. "Questi sono gli unici segni fisici che grazie a Dio mi ha lasciato", conclude la donna. 

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