Uccise il padre violento per difendere mamma e fratello: Alex condannato, non fu legittima difesa

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Il caso assurdo di Alex Pompa: uccise il padre violento per difendere la mamma e il fratello dai colpi

Fa discutere la condanna a 6 anni e 4 mesi di carcere di Alex Pompa. E' questo è il nome del ragazzo che per difendere la madre e il fratello dalla violenza brutale del padre, lo ha assassinato. Dopo che in una prima fase processuale era stato assolto come innocente, ora la sentenza è stata completamente ribaltata, a sorpresa.

La Corte di Appello di Torino lo ha condannato: il giovane è stato ritenuto colpevole. Un calvario che si riapre, un incubo nel quale il ragazzo e la sua famiglia adesso ripiombano. Un caso che fa certamente molto discutere, e che si aggiunge a quello di diversi altri che non trovano il favore della opinione pubblica italiana.

Il riferimento più recente è quello al caso del gioielliere piemontese condannato per il duplice omicidio dei ladri che avevano fatto incursione nel suo negozio.
In questo articolo, abbiamo raccontato un più vecchio caso, molto simile: un altro gioielliere siciliano, condannato al carcere per lo stesso reato.

Loris, il fratello di Alex

Alex Pompa, sentenza assurda: uccise il padre per difendere la sua famiglia

"Mio padre diceva: "Vi ammazzo, fatevi sotto, vi faccio a pezzetti". Quella sera mio padre era indemoniato, aveva gli occhi fuori dalle orbite. Dopo aver sbattuto il telefono in faccia a mia mamma, continuava ad urlarle contro. Io dal divano ho visto tutta la scena: quando l'ho visto avvicinarsi al cassetto dei coltelli della cucina, ho capito che ci avrebbe ammazzati. Il mio istinto di sopravvivenza, l'ho anticipato".
L'omicidio avvenne il 30 aprile 2020 a Collegno, in provincia di Torino. Subito dopo aver accoltellato il padre, Alex chiama i soccorsi e racconta tutto.

Il culmine disperatissimo di anni di violenze e soprusi subiti dal ragazzo, dal fratello Loris e dalla madre. Più di 300 audio di minacce e insulti che l'uomo rivolgeva alla sua famiglia sono agli atti del processo.
Nel 2021, un primo processo si era concluso con l'assoluzione del ragazzo. Oggi, Alex per la giustizia italiana, è colpevole.

La sentenza è stata definita "incomprensibile e difficile da accettare", dice l'avvocato difensore della famiglia di Alex. "Se vogliamo che qualcosa cambi, come per il caso di Giulia Cecchettin e di tutte le donne che muoiono, dobbiamo fare qualcosa. Alex ci ha salvato la vita, ha agito per legittima difesa. Andremo avanti", dice Loris, il fratello di Alex.

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