Lo sfogo sui social di una donna madre in cerca di lavoro: "Cosa fanno i datori quando sanno che ho un figlio"

Lo sfogo sui social di una donna madre in cerca di lavoro: "Cosa fanno i datori quando sanno che ho un figlio"

Una donna madre stanca dei continui rifiuti ricevuti ai colloqui di lavoro con uno sfogo sui social network ha denunciato una situazione inaccettabile. 

Nonostante i tanti passi in avanti che sono stati fatti negli ultimi decenni, la discriminazione di genere durante i colloqui di lavoro è una realtà ancora persistente nella società italiana. Questo articolo vuole essere proprio una testimonianza dell'inaccettabile disuguaglianza di genere nel 2023, soprattutto nei confronti delle donne madri. Purtroppo, i dati fotografano una situazione a dir poco allarmante: le donne hanno meno probabilità degli uomini di essere assunte o promosse, e questa disparità si acuisce ancora di più nel caso delle madri lavoratrici.

Dietro questa discriminazione si celano pregiudizi radicati e infondati. I datori di lavoro, infatti, spesso ritengono che le donne madri siano meno determinate o meno disponibili a causa degli evidenti impegni familiari. Sono preoccupati da assenze frequenti, minor flessibilità e un presunto calo di produttività. Preoccupazioni infondate e discriminatorie. A peggiorare ulteriore il quadro generale, in alcuni casi persiste ancora l'idea arcaica che le donne debbano dare priorità alla famiglia rispetto alla carriera. La realtà, però, è completamente diversa. Le madri lavoratrici, infatti, spesso sviluppano abilità di gestione del tempo, multitasking e problem solving proprio perché devono riuscire a incastrare diversi impegni in un breve lasso di tempo. Insomma, nonostante la crescente parità conquistata dalle donne in ambito lavorativo, come dimostra questa straziante testimonianza, la strada da fare è ancora molta.

Lo sfogo della donna madre in cerca di lavoro

Una dimostrazione della disparità di trattamento tra uomini e donne in ambito lavorativo arriva da una donna madre in un gruppo Facebook dedicato agli annunci di lavoro a Napoli. La donna lamenta di non avere il diritto di lavorare solo perché madre. Infatti, secondo quanto scrive, altre donne single e senza impegni la superano sistematicamente ai colloqui di lavoro. La donna spiega che, siccome la sera deve badare alla figlia, può lavorare solo dalla mattina al pomeriggio tardi. Tuttavia, a detta della signora, quando i datori di lavoro scoprono che ha una figlia, non la richiamano più. "Perciò tutti vanno all'estero e fanno bene", conclude la signora la sua denuncia.

Il post ha generato diverse reazioni, per lo più empatiche. Un signore ha specificato che a Napoli è la prassi incontrare questo tipo di atteggiamenti sui luoghi di lavoro. Un'altra signora, invece, ha precisato che il problema è generale: "Con o senza figli il lavoro non si trova". Ci sono anche donne madri che ammettono di aver ricevuto offerte di lavoro, ma a condizioni terribili: "Io sono mamma di due figli grandi quindi non ho problemi di orari, cerco lavoro da un mese, ma offrono 700 euro al mese per dieci ore di lavoro al giorno, è uno schifo".

Lo sfogo sui social di una donna in cerca di lavoro: "Cosa fanno i datori quando sanno che ho un figlio"

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