"I ritardatari? Sono persone migliori, ecco perché": a dirlo è una famosa Università

Immaginate di essere invitati ad una festa. Alcuni arrivano puntuali, altri in ritardo. Chi sarebbe il più felice, il più rilassato, o addirittura il più efficiente tra questi? La risposta potrebbe sorprendervi. Uno studio recente rivela che i ritardatari, spesso visti con occhio critico, potrebbero in realtà essere più ottimisti e di successo di quanto pensiate.

Nella società odierna, la puntualità è spesso sinonimo di affidabilità e responsabilità. Tuttavia, uno studio condotto dal Dottor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino, sfida questa visione tradizionale. Secondo Di Salvo, coloro che tendono ad arrivare tardi non sono semplicemente disorganizzati o irresponsabili; sono in realtà ottimisti per natura. Questa loro caratteristica li spinge a vedere il bicchiere mezzo pieno, a gestire meglio lo stress e ad affrontare le sfide con maggiore efficacia.

Ma cosa rende i ritardatari così positivi e vincenti? Secondo gli esperti, la risposta risiede nella loro capacità di gestire e controllare il tempo, che è influenzata da vari fattori tra cui il temperamento, il carattere e la personalità. Mentre chi è ansioso tende a preoccuparsi eccessivamente, arrivando sempre con anticipo, i ritardatari prendono la vita con più leggerezza e rilassatezza.

Temperamento e Personalità: Le Chiavi del Successo

Non tutti i ritardatari sono uguali. Derek Chapman, professore all’Università di Calgary, distingue tra ritardatari cronici, quelli involontari, e quelli ottimisti. Questi ultimi, in particolare, sono persone che si impegnano in più attività di quanto possano effettivamente gestire, dimostrando una grande energia e un approccio proattivo alla vita. Secondo Paolo Zucconi, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale di Udine, queste persone possiedono un carattere forte e sono notevolmente efficienti, competitive e inclini al successo.

La formazione del carattere e della personalità, secondo gli esperti, inizia sin dalla prima infanzia, influenzata dall'insegnamento dei genitori e dall'istruzione ricevuta. Questo spiega perché non tutti sono predisposti ad essere ritardatari, e perché il ritardo non è sempre sintomo di un disagio psicologico.

Ritardatari e Cultura: Un Fenomeno Globale

Il fenomeno del ritardo non è esclusivo di una singola cultura o nazione. Ad esempio, gli italiani all'estero hanno la fama di essere poco puntuali. Una giornalista del Los Angeles Times ha persino descritto le ferrovie italiane come esempi di questa tendenza, con orari "di fantasia" e reali che indicano i ritardi. Invece di vedere questo come un difetto, possiamo interpretarlo come un riflesso della natura ottimistica e rilassata della cultura italiana.

Quindi, la prossima volta che arriverete in ritardo ad un appuntamento o ad una riunione, non sentitevi troppo in colpa. Potreste essere semplicemente più ottimisti, rilassati e, in un certo senso, più attrezzati per il successo nella vita. E voi, siete dei ritardatari cronici o degli eterni puntuali? Cosa pensate di questa interessante correlazione tra ritardo e ottimismo?