Gino Cecchettin a Che tempo che fa: Italia in lacrime, perché oggi abbiamo bisogno delle sue parole

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Ieri a ospite di Che tempo che fa Gino Cecchettin: Fabio Fazio intervista il papà di Giulia Cecchettin, laureanda 22enne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta a Vigonovo. Nuova ondata di commenti contro di lui: perché, cosa si dice sui social

L'intervista di Fabio Fazio a Gino Cecchettin ieri a Che tempo che fa sul Nove, ha scatenato un vespaio di polemiche. Come ogni evento mediatico di grossa portata, era inevitabile, purtroppo, che nell'era dei social network, in cui ciascuno si sente in diritto -e in dovere, di dire la propria e di offendere in maniera gratuita, anche l'uccisione di una ragazza di 22 anni si trasformasse in un'occasione di odio. Ma odio, ha detto il papà di quella giovane donna assassinata, non è la parola che fa per lui. Sua figlia Giulia Cecchettin è stata uccisa con numerose coltellate da Filippo Turetta, 21enne ex fidanzato della vittima, ora rinchiuso nel carcere di Montoro, nel Veronese. Un caso che ha scosso l'Italia da cima a fondo, per la drammatica dinamica in cui l'omicidio è stato seguito, e raccontato.

Prima la sparizione di Giulia e Filippo, gli appelli per ritrovarli, nella speranza che si fossero solo allontanati. Poi la consapevolezza che qualcosa di brutto fosse capitato. Infine il ritrovamento del corpo della studentessa, prossima alla laurea, riversa senza vita in un canalone nei pressi del Lago di Barcis. La vicenda si è chiusa con l'arresto, in Germania, di Turetta: l'assassino è stato preso dalla polizia tedesca dopo una settimana di fuga.
Un dramma collettivo, condito dagli interventi, numerosi, di Gino Cecchettin prima, e, dopo, di Elena Cecchettin, sorella di Giulia. Le parole di padre e figlia, uniti nel dolore della perdita di Giulia, hanno inviperito migliaia di italiani. Sollevando questioni addormentate, come quella del patriarcato, della violenza contro le donne, dell'attivismo a cui gli uomini, per primi, sono chiamati a far parte.

Ieri, l'intervista di Gino Cecchettin a Che tempo che fa è stata preceduta, e poi seguita, da decine di commenti di odio apparsi sulle pagine social del programma di Fazio.

Gino Cecchettin a Che tempo che fa: perché oggi abbiamo bisogno delle sue parole

All'annuncio della presenza di Gino Cecchettin a Che tempo che fa, qualcuno ha diffuso sui social gli screen di presunti post che il papà di Giulia avrebbe pubblicato da un profilo, poi cancellato. Parole dal tono volgare, commenti a sfondo sessuale non proprio edificanti. Si tratterebbe di falsi, realizzati ad hoc dagli hater per screditare una figura che a una parte dell'Italia non piace. Commenti che stupiscono: crudeltà, cattiveria allo stato puro. Al di là del contenuto, sorprende come il dolore di un padre che ha perso in maniera tanto orribile la propria figlia, non basti a fermare l'odio.

Ondata d'odio che è stata commentata ieri a CTCF dallo stesso Fazio, che ha liquidato la questione dicendo "lasciamoli alla propria solitudine". Così come dallo stesso Cecchettin, che allontana da sé le polemiche, evitando di alimentarle. A puntata finita e durante l'intervista, quegli stessi leoni da tastiera sono tornati alla carica.
Ma stamattina, leggendo i commenti su X con l'hashtag #CTCF, ci si rende conto che la stragrande maggioranza è di chi, ascoltando Cecchettin, si è commosso profondamente. Un passaggio che è molto piaciuto dell'intervista, è quando Cecchettin ha detto: "Dite alle vostre donne che le amate".
Molte utenti donne hanno scritto: "Mio marito stasera mi ha detto 'ti amo'. Non lo diceva da molto tempo". E molti altri scrivono di essersi commossi, di aver riflettuto, di aver sentito, profondamente, la consapevolezza di un cambiamento.

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Abbiamo bisogno di parole come quelle pronunciate da Cecchettin, ma non per sentirsi dire 'ti amo' dal proprio partner. Ne abbiamo bisogno per riflettere sull'importanza del linguaggio, della forza delle parole, anch'esse veicolo di violenza e sottomissione. Riconoscere le parole d'odio aiuta la donna, e chi quella violenza la osserva dall'esterno, a denunciarla. E fare qualcosa per combatterla. Quanto poco basta per ritrovare la tenerezza ed allontanare l'odio. Quanto, in un momento in cui urlare sembra essere l'unico modo di comunicare, può salvarci il tono gentile e sommesso di un uomo come Gino Cecchettin

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