Salario minimo, l'affondo di Calenda contro Meloni: "Perché è fondamentale"

Salario minimo, l'affondo di Calenda contro Meloni: "Perché è fondamentale"

Il leader di Azione Carlo Calenda, ospite a Stasera Italia, ha spiegato perché il salario minimo è di fondamentale importanza per l'Italia.

Nella giornata di ieri, la Camera ha dato il via libera alla delega al Governo che boccia la proposta delle opposizioni sul salario minimo a 9 euro l'ora. Sarà ora l'esecutivo a dover proporre un'alternativa valida per i lavoratori e le lavoratrici italiani. La delega è stata approvata con 153 voti a favore e 118 contro. 3 parlamentari, invece, hanno preferito non votare.

Durissime le critiche dell'opposizione alla delega approvata dalla maggioranza alla Camera. "Vergogna, vergona", scandivano i parlamentari delle opposizioni durante la votazione. "Vorremmo sapere perché Meloni ce l'ha così tanto con i poveri", ha chiesto provocatoriamente la segretaria del PD Elly Schlein durante l'intervento alla Camera.  Secondo Giuseppe Conte, invece, il Governo "ha detto no a 3,6 milioni di cittadini che prendono buste paga vergognose".

L'affondo di Carlo Calenda sul salario minimo

Anche il leader di Azione Carlo Calenda ha avuto da ridire sul ripudio del salario minimo da parte della maggioranza di Governo. Ospite di Nicola Porro a Stasera Italia, il politico ha innanzitutto dato ragione a Giorgia Meloni quando afferma che "la contrattazione collettiva ha appiattito i salari in basso". Poi, Calenda ha espresso opinioni contrastanti rispetto a quelle del Governo.

"Tuttavia il salario minimo è fondamentale, tutti i grandi paesi tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna, che l'ha appena alzato, perché rappresenta la base, la soglia sotto la quale tu davvero non puoi andare", ha spiegato Carlo Calenda. Il leder di Azione, inoltre, ha parlato di una ricerca del Financial Times sul salario minimo. "Il salario minimo non solo è una grande risposta quando ci sono inflazioni, infatti la Germania l'ha aumentato 2 volte, l'Inghilterra 1 volta, la Francia 3 volte, ma spinge anche naturalmente i salari della contrattazione in alto perché quella è la base da cui si parte e si può andare solo sopra", ha concluso il suo intervento il leader di Azione.

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