Giulia Cecchettin, l'autopsia decisiva per le aggravanti contro Turetta: c'è una ferita sul collo

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Giulia Cecchettin, l'autopsia sul corpo della ventiduenne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta è in corso. Perché questo esame sarà decisivo ai fini della condanna dell'assassino

È una giornata decisiva per il caso dell'omicidio di Giulia Cecchettin, la studentessa ventiduenne di Vigonovo uccisa a accoltellate dall'ex fidanzato, Filippo Turetta. Il killer si trova nel Carcere di Montoro, in provincia di Verona, dove proprio oggi è stato sottoposto ad un nuovo interrogatorio.

L'autopsia sulla salma della giovane rivelerà dei dettagli decisivi che, oltre a gettare luce su questo terribile femminicidio, serviranno a chiarire la posizione di Turetta. Il 21enne, infatti, è accusato di omicidio volontario, e su di lui potrebbero, però, pesare anche le aggravanti della premeditazione, sequestro di persona, vincolo affettivo e crudeltà. Proprio quest'ultimo sarà chiarito del corso dell'odierna autopsia.

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Giulia Cecchettin in uno scatto condiviso sui social

Giulia Cecchettin, l'autopsia sul corpo della giovane: la ferita sul collo chiarirà le modalità dell'omicidio

L'autopsia sulla salma di Giulia Cecchettin si sta svolgendo in queste ore nell'istituto universitario di Medicina legale a Padova. L'importante esame servirà a stabilire innanzitutto il giorno e l'ora approssimativa del decesso della ragazza. E a chiarire se Giulia fosse già stata uccisa il sabato notte della sparizione, e soprattutto dove.

La prima aggressione alla vittima sarebbe avvenuta, infatti, nella zona industriale di Fossò. Una ferita in particolare potrebbe chiarire il tutto: una delle numerose coltellate inferte da Turetta alla povera Giulia, l'ha raggiunta sul collo. Ootrebbe essere stata questa la ferita mortale che avrebbe ucciso Giulia all'istante. Se così fosse, le altre coltellate potrebbero essere state sferrate dal killer dopo la morte della ragazza. Cosa che potrebbe far pendere sull'assassino anche l'aggravante della crudeltà.

Turetta, come dicevamo, si trova rinchiuso in carcere: ieri avrebbe dovuto incontrare i genitori, i quale si sono rifiutati di sostenere un colloquio con il figlio senza un supporto psicologico.

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