Drogarono e soffocarono la mamma, dalle due sorelle "mai sentita la parola scusa": l'orrore del caso Ziliani

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Omicidio Laura Ziliani, due sorelle uccisero la mamma con la complicità del fidanzato di una delle due. A breve la sentenza: richiesto l'ergastolo per il trio criminale

La sentenza della Corte d’Assise di Brescia arriverà a giorni: il processo per l'omicidio di Laura Ziliani, ex vigilessa assassinata da due delle sue tre figlie e dal fidanzato di una di loro, sta arrivando al suo epilogo.
I tre, rei confessi, erano stati soprannominati il 'trio criminale', per il piano architettato per uccidere la vittima. Trio che oggi si è decisamente spaccato in due parti, come è apparso evidente oggi, nel corso dell'udienza in cui si sono tenute le arringhe degli avvocati difensori.

Le due sorelle, Paola e Silvia, sembrano essersi come alleate contro Mirto Milani, il fidanzato della figlia maggiore della vittima. Per l'avvocato di Milani, il suo assistito sarebbe stato il meno convinto del piano criminale per uccidere Laura Ziliani. Cioè che ha colpito, sono state le parole dell'avvocato delle parti civili. Che ha detto: "Questo processo è stata un'occasione persa: in aula non è mai stata pronunciata la parola 'scusa'

Omicidio Laura Ziliani, il piano criminale delle due sorelle contro la mamma

Laura Ziliani è stata uccisa da due delle sue figlie, Paola e Silvia, e dal fidanzato di quest'ultima, Mirto Milani. Secondo l'accusa, il movente dell'omicidio sarebbe stato un motivo economico. Tesi che il 'trio criminale' ha sempre negato, affermando di aver consumato l'assassinio della donna per il timore che Laura Ziliani potesse ucciderli tutti. "Avevamo paura che nostra madre volesse ucciderci tutti e tre. Quando ho ucciso mia madre ne ero convinta", dice una delle sorelle.

La vittima è stata dapprima stordita, e poi soffocata. "Non è stato come ci immaginavamo: per nulla veloce e indolore. Per nulla come ci aspettavamo", ha detto Silvia, che tra le lacrime ha ripercorso in aula quella terribile notte. Le sorelle speravano che la mamma "fosse talmente intontita da non accorgersi di niente, di non soffrire. Speravamo che non si sarebbe svegliata, che sarebbe passata dal sonno alla morte. Ma così non è stato".

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Le due sorella, Paola e Silvia

 

I vari tentativi prima dell'omicidio

I tre avevano provato ad ammazzare la donna più volte. 22 giorni prima del delitto, stordirono Laura Ziliani con delle benzodiazepine disciolte in una tisana. Per oltre 36 ore la donna rimase stordita. Forse pensavano, così, di ucciderla. Ma lo stordimento passò, così architettarono un nuovo piano per uccidere la madre. Prima l'hanno drogata con dei muffin ripieni di sostanze sedative, per poi strangolarla nel suo letto.

"Io inizio a soffocarla, mentre Paola la teneva ferma col suo peso", dice Silvia. La povera vittima si è dibattuta fino alla morte. Milani anche le avrebbe messo le mani al collo. Tutti e tre avrebbero poi caricato il cadavere della donna in auto, per seppellirlo e farlo sparire. La Procura chiede l'ergastolo per tutti e tre.

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