Filippo Turetta, i genitori dilaniati dal senso di colpa: "Vanno in giro a chiedere perdono"

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I genitori di Filippo Turetta "vanno in giro a chiedere perdono": lo ha detto don Francesco, parroco di Torreglia, in un'intervista rilasciata a Rai 2

Come vivono i genitori di un assassino? Una domanda che nessuno si fa. L'attenzione è rivolta, e giustamente, alla famiglia della vittima, al dolore di coloro a cui è stato strappato via un pezzo di cuore. Eppure, quando si consuma una tragedia, ogni persona coinvolta è colpita da quel dolore, anche chi, quell'assassino, lo ha messo al mondo. Sono logorati dal senso di colpa Elisabetta e Nicola, i genitori di Filippo Turetta, 22enne rinchiuso nel carcere di Venezia, dove è giunto sabato dalla Germania, accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin.

Su Turetta pesano accuse pesantissime: il reato per cui sarà giudicato è quello di omicidio volontario, con l'aggravante del vincolo affettivo e del sequestro di persona. La difesa del giovane è intenzionata a chiedere, sull'imputato, una perizia psichiatrica, primo passo verso un eventuale, futuro sconto di pena (vedi il caso di Alessia Pifferi). In attesa dell'interrogatorio di garanzia, che dovrebbe svolgersi domattina alle 10, emergono dettagli sul profilo di questo giovanissimo killer, che è stato capace di consumare un delitto efferato con lucidità e, forse, premeditazione. A chiarirlo saranno le indagini.

Giorni difficilissimi per Gino Cecchettin e i suoi due figli, Elena e Davide, senza più la loro Giulia, ammazzata a 22 anni a un passo dalla laurea. Giorni difficilissimi, però, anche per i genitori di Turetta, descritti dal loro parroco come due persone dilaniate dal dubbio, e dal senso di colpa.

Filippo Turetta, i genitori distrutti dal senso di colpa: "Chiedono perdono a tutti"

La redazione di Ore 14, programma in onda tutti i giorni dall 14 su Rai 2, ha intervistato Don Franco, parroco di Torreglia, piccolo comune in provincia di Padova, a cui i genitori di Filippo Turetta si sono rivolti. Interessanti le dichiarazioni rilasciate dal sacerdote: "In certi momenti, le parole contano fino a un certo punto. Quando ci siamo visti, prima ancora di dire qualsiasi cosa, ci siamo abbracciati. Subito dopo l'incontro avuto con loro, un amico è venuto da me emozionato, e mi ha detto che i due gli avevano domandato perdono. Questo è quel che fanno: domandare perdono. Si sentono in colpa, si domandano: "Dove abbiamo sbagliato?". Mettiamoci nei panni di questi genitori: hanno cresciuto questo figlio, e in questo momento si sentono anche loro con un peso nel cuore grande come un macigno".

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Padre Franco, parroco di Torreglia


Commenta le parole di don Franco, la criminologa
Roberta Bruzzone: “Sicuramente questo ragazzo ha strutturato una personalità profondamente disturbata, e lo ha fatto in maniera silente, sotterranea, subdola. I genitori non hanno sbagliato in termini di non avergli dato abbastanza. Paradossalmente, potrebbero avergli dato troppo, ma non quello che serviva".

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