Il processo sull'omicidio di Giulio Regeni in Egitto è stato riaperto: come hanno reagito a questa notizia il mondo della politica, i legali e la famiglia.
Una decisione storica della Corte Costituzionale ha riaperto il processo ai 4 imputati egiziani accusati dell'omicidio di Giulio Regeni. I giudici hanno ritenuto illegittimo l'articolo 402 bis comma 3 del Codice di procedura penale. Secondo questa norma, il giudice non potrebbe procedere in assenza degli imputati per delitti legati ad atti di tortura quando non è possibile avere la certezza che lo Stato di appartenenza degli imputati li abbia messi al corrente del processo. Quindi, nonostante l'Egitto non voglia collaborare con le autorità italiane, la giustizia farà il suo corso. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri e ha colto tutti di sorpresa. La famiglia e i legali di Giulio Regeni hanno esultato e parte del mondo della politica ha espresso soddisfazione per questa decisione.
L'omicidio di Giulio Regeni
Giulio Regeni, dottorando dell'Università del Cairo, è stato rapito in una delle piazze centrali della capitale egiziana durante le proteste del 2016. Pochi giorni dopo, il suo corpo senza vita è stato ritrovato nei pressi della prigione dei servizi segreti egiziani. I sospetti sono sin da subito caduti sul regime del presidente egiziano Al-Sisi. Infatti, il corpo di Giulio Regeni presentava evidenti segni di tortura. Una pratica a cui ricorrevano spesso i servizi segreti egiziani durante quel concitato periodo della storia del paese.
Le indagini hanno preso il via subito. Nonostante i depistaggi e le omissioni delle autorità egiziane, nel 2020 la procura di Roma ha chiuso le indagini e, nel 2021, ha rinviato a giudizio quattro ufficiali della Agenzia per la sicurezza nazionale egiziana. Il processo, poi, è stato interrotto dall'irreperibilità degli ufficiali, ma, in seguito alla decisione storica della Corte Costituzionale, si potrà procedere.
Le reazioni sulla riapertura del caso di Giulio Regeni
In seguito alla diffusione della notizia, sono arrivate le prime reazioni da parte della famiglia e dei legali di Giulio Regeni. "Avevamo ragione noi". Così inizia il comunicato dei genitori di Giulio, i quali si dichiarano soddisfatti del fatto che, nonostante "l'ostruzionismo della dittatura di Al-Sisi", la giustizia farà il suo corso. I genitori e il legale Alessandra Ballerini hanno anche ringraziato la procura di Roma e il magistrato che ha preso la storica decisione.

In un post su Facebook, la legale di Giulio Regeni ha ringraziato "chi non si è fatto confondere né scoraggiare in questi lunghi 92 mesi". Il legale ha chiesto alle autorità italiane un cambio di atteggiamento con l'Egitto, in quanto "il nostro Paese deve saper difendere i suoi cittadini e non scendere a patti coi dittatori".
Sulla vicenda è intervenuta anche parte del mondo della politica. Elly Schlein ha scritto che i genitori di Giulio Regeni avevano ragione. "Anche se i torturatori di Giulio si sottraggono alla giustizia, quel processo si deve fare e si farà", ha scritto la segretaria del PD. Al momento, il ministro della giustizia Carlo Nordio e nessun membro del governo guidato da Giorgia Meloni ha rilasciato dichiarazioni.
La decisione della Corte Costituzionale di sbloccare il processo per l’omicidio di Giulio Regeni dimostra che avevano ragione i suoi genitori.
Anche se i torturatori di Giulio si sottraggono alla giustizia, coperti dall’Egitto, quel processo si deve fare e si farà!— Elly Schlein (@ellyesse) September 27, 2023
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