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Lecco, bimba dispersa nel lago: le speranze di ritrovarla viva sono finite

Ore di apprensione e angoscia a Mandello del Lario per la scomparsa nel lago di una bambina di 11 anni: ricerche in corso, le ultime dai Vigili del Fuoco

Le speranze sono ormai finite a Mandello del Lario, dove da ieri pomeriggio sono in corso le ricerche per ritrovare una bimba di 11 anni dispersa dopo essersi tuffata nel lago.
La piccola, di origini senegalesi e residente a Bulciago, in provincia di Lecco (Lombardia), si era tuffata in compagnia delle sorelle e di una amichetta. Ma non è più riemersa. La vicenda si è consumata nella giornata di ieri, Ferragosto. Sono in corso le ricerche dei Vigili del Fuoco: massiccia l'operazione di salvataggio messa in campo dalle forze dell'ordine. Oltre ai caschi rossi, al lavoro sul posto anche squadre di sommozzatori e un elicottero. Si cerca ovunque.

Mandello del Lario (Lecco), la bimba inghiottita dalle acque del lago: ore di angoscia

Alla ricerca della bambina stanno contribuendo squadre di soccorritori arrivate da Torino e da Genova, insieme al posto di comando avanzato Ucl dei Vigili del Fuoco.
Purtroppo, le speranze di ritrovare la bambina in vita sono pressoché minime: l'11enne è infatti data per dispersa ormai da ieri pomeriggio. Potrebbe essere annegata, ma il corpicino trascinato via dalle forti correnti del lago. Motivo per il quale le ricerche dei soccorritori stanno circoscrivendo un'area molto ampia. Cosa che rende l'operazione più lunga e difficile.

Lecco-Mandello-del-Lario
Lecco, Mandello del Lario

Si cerca con l'aiuto dei sonar, strumenti grazie ai quali i soccorritori possono scandagliare le profondità del lago. Si lavora, intanto, per fare chiarezza sull'episodio. La scomparsa della bambina sarebbe stata segnalata poco dopo le ore 16 di ieri, Ferragosto. Siamo a Mandello del Lario, in provincia di Lecco. La piccola si trovava sul posto insieme al suo papà e le due sorelline maggiori, di 12 e 13 anni. Con loro, anche un'amichetta. Forse perse di vista dal papà, tutte e tre le ragazzine, entrate in acqua, si sono allontanate pericolosamente. Fino a raggiungere un punto pericolo, quello, cioè, nelle vicinanze della foce del torrente Meria.

Nessuna delle tre bambine sapeva nuotare

Ciò che di terribile emerge dalle prime indagini è che nessuna delle tre ragazzine sapesse nuotare. Arrivate troppo lontano dalle rive del lago, le bambine hanno infatti iniziato a urlare perché incapaci di restare a galla. Attirando, così, le attenzioni di un ragazzo che si trovava a poca distanza da loro. Il quale, nuotando, le ha raggiunte, riuscendo a portare a riva solo le sorelle più grandi. Altri bagnanti, poi, sopraggiunti, hanno soccorso l'amichetta delle tre sorelle. Ma della più piccola, nessuna traccia. Probabilmente era già annegata, e nessuno ha fatto in tempo a salvarla.

Una dinamica agghiacciante. All'immensa angoscia del padre della piccola potrebbe aggiungersi anche un'indagine a suo carico.