Sai quanto costa al mese il taglio delle accise? Poco per gli italiani, troppo per lo Stato

Molti sperano ancora nel taglio delle accise, quella misura messa in campo a marzo 2022 quando il prezzo del carburante salì alle stelle. In effetti anche oggi il prezzo di benzina e gasolio sta aumentando vistosamente, e non sarebbe male un taglio delle tasse sui carburanti. Il problema è che per gli automobilisti italiani cambierebbe poco, mentre per lo Stato sarebbe una spesa ingente.

Quando si parla di tasse indirette abbiamo davanti un tipo di imposta necessaria per le casse dello Stato. Sono soldi da cui non si può evadere, e che colpiscono tutti. Le accise sulla benzina sono un esempio lampante, dato che va a colpire quasi 40 milioni di automobilisti in Italia. Soprattutto quelli che risentono notevolmente dei rincari della benzina, e che vorrebbero un ritorno del taglio delle accise. Ma per lo Stato sarebbe una spesa notevole, e solo per pochi centesimi in meno nel prezzo al litro.

Quanto costa al mese il taglio delle accise

Se si gira tra i social la stragrande maggioranza dei post riguarda utenti che si lamentano del prezzo della benzina, continuamente in aumento da inizio luglio. Con l'ultimo aggiornamento del prezzario nazionale, ormai vicino a 1,9 euro al self per la benzina, la rabbia sociale s'è spostata sulla richiesta di reintrodurre il taglio delle accise, la misura varata dal governo precedente per calmierare il prezzo durante le forti oscillazioni causate dai primi mesi della crisi russo-ucraina. Solo una manciata di utenti su Twitter ha posto una domanda decisamente più razionale, come quest'ultimo.

I decreti sulle accise hanno richiesto 9,1 miliardi di euro, tra supporti e mancato gettito fiscale, e solo per il periodo che va da marzo a dicembre. Questo è quanto riportato dalle stime del Sole 24Ore a gennaio 2023, quando il governo in carica ha deciso per la sospensione del taglio. In pratica è costato allo Stato quasi 910 milioni di euro al mese, e solo per permettere, tra IVA e sconti applicati, un risparmio di 20-30 centesimi al litro.

Un risparmio per nulla percepito, dal momento che tra marzo e agosto 2022 il caro benzina ha compensato purtroppo lo sconto. Al quarto mese dalla sua introduzione, nell'estate 2022 il prezzo era arrivato addirittura a quasi 2 euro al litro per il self, contro i 1,85 euro di febbraio 2022, un mese prima del taglio delle accise. A conti fatti, per il cittadino il risparmio è stato misero. A parte per le classi più ricche, per cui i consumi non sono cambiati affatto. E che, anzi, hanno potuto sfruttare meglio l'occasione laddove lo Stato invece s'è privato di un'entrata fiscale utile per la Manovra di Bilancio di fine anno. Per questo motivo difficilmente verrà autorizzato un nuovo taglio delle accise. Lo svantaggio principale delle tasse indirette è quello di essere "troppo democratica": colpisce infatti chi ha redditi più bassi, e non quelli con redditi alti.

LEGGI ANCHE: Caro benzina ovunque, tranne che in queste località: in una il diesel costa solo 1,20 euro