Affitti, sentenza storica sui contratti di locazione: chi avrà diritto a un doppio risarcimento e in quale caso

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Cosa succede se l'inquilino non lascia l'immobile in affitto, alla scadenza del contratto di locazione? Il proprietario ha diritto a un risarcimento? E se sì, di quale tipo? Con una sentenza storica, il Tribunale di Torino si è pronunciato su questo argomento. Ecco che cosa ha stabilito.

Il contratto di locazione a uso abitativo è un contratto, per l'appunto, che prevede per la persona che lo sottoscrive, il locatario, il godimento di un bene immobile di proprietà di un'altra persona, il locatore. I termini di 'locazione' e 'affitto' vengono spesso usati come sinonimi, anche se c'è una differenza tra i due. La locazione, infatti, prevede che il bene immobile non sia produttivo, cioè che non possa creare reddito, o anche un bene potenzialmente produttivo, ma che non viene utilizzato con quello scopo. È il caso, ad esempio, dell'abitazione. Il contratto di affitto riguarda, invece, beni produttivi di ricchezza, come può essere un terreno coltivabile, che produce, per l'appunto, frutti o altri vegetali.

Il contratto di affitto è, comunque, un sottotipo di contratto di locazione. Anche per questo, erroneamente, si fa riferimento a questi due termini come fossero la stessa cosa. Per quanto riguarda i contratti di locazione a uso abitativo, in ogni caso, secondo una stima dell'Istat - Istituto Nazionale di Statistica, più di cinque milioni di nuclei familiari vivono in un immobile di cui sono locatari. Si parla, insomma, circa del 20% degli italiani.

Affitti e locazione: la sentenza storica del Tribunale di Torino

Come molti altri contratti, anche il contratto di locazione ha una scadenza, che può essere prorogata o meno. In alcuni casi, il proprietario può decidere di non rinnovare il contratto, per dei mancati pagamenti o per altre tipologie di motivi. Con una recente pronuncia del Tribunale di Torino, la sentenza n°1618 del 2023, è stato determinato che il proprietario ha diritto a un risarcimento pari al canone dell'affitto concordato, nel caso in cui il locatario non se ne vada alla scadenza del contratto. Una novità è che il proprietario non dovrà, adesso, fornire alcuna prova di danno, e che, quindi, il risarcimento è automatico. Come spiega Angelo Greco, però, c'è un'altra novità.

L'avvocato italiano, direttore della pagina La Legge per Tutti, ha spiegato sui suoi canali che la vera, grande novità, sta nel fatto che, se il locatore dimostra di aver subito la perdita di opportunità commerciali importanti, il risarcimento sarà doppio. Questo, perché sarà pari anche alla chance persa. Come spiega l'avvocato, la perdita di una chance commerciale si può verificare, ad esempio, con la mancata vendita dell'immobile, se causata dall'omesso rilascio da parte dell'inquilino. Oppure, nel momento in cui il proprietario fosse impossibilitato a concludere un contratto di locazione con un canone mensile più alto, sempre per il motivo di cui sopra.

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