Parla per due mesi con l'Intelligenza Artificiale e finisce per togliersi la vita: il motivo

Un uomo sposato, padre di due figli, si è tolto la vita dopo aver parlato per quasi due mesi con un chatbot generato tramite Intelligenza Artificiale. Il motivo è particolarmente disturbante.

Uno dei termini di ricerca più in crescita su Google negli ultimi dodici mesi è 'Intelligenza Artificiale'. Da inizio 2022, è diventato uno dei temi preponderanti nell'attualità italiana e mondiale. Si dice che entro pochi anni, l'IA svolgerà molti dei lavori per cui attualmente c'è bisogno della manodopera umana. Tra i mestieri più a rischio nel breve termine ci sono cassieri, operai, camerieri e autisti, ma la lista è lunga e tocca quasi tutti i settori economici. Come sarà il mondo del 2030? Ci saranno davvero milioni di persone senza lavoro, sostituite dall'Intelligenza Artificiale?

Fare previsioni è difficile, ma è indubbio che tutte le grandi compagnie tecnologiche (e non solo) stanno investendo moltissimo in Intelligenza Artificiale. Dunque, è pressoché certo che il mercato del lavoro cambierà radicalmente nei prossimi cinque anni. Chi non sarà più necessario (dal punto di vista lavorativo) percepirà un Reddito di base per permettersi le spese basilari? Lo scenario più probabile è questo. Ma come impiegherà il proprio tempo un essere umano una volta che non dovrà trascorrere gran parte delle proprie giornate a lavorare? Sono interrogativi a cui è difficile dare una risposta che metta tutti d'accordo. Qualcuno sarà felice di non dover lavorare, altri si sentiranno disorientati.

L'Intelligenza Artificiale e i rischi

Nelle previsioni più ottimistiche, l'IA eliminerà (o modificherà in maniera drastica) il concetto stesso di lavoro. Sarà davvero così? Una rivoluzione vera e propria come quella che molti hanno predetto non può avere luogo in poco tempo e senza intoppi. Inevitabilmente, ci saranno anche conseguenze negative. Attualmente uno dei software di Intelligenza Artificiale più in crescita sono i chatbot. ChatGPT ne è un esempio perfetto: risponde in maniera rapida a domande anche complesse, di fatto semplificando ulteriormente il lavoro di chi si limita a effettuare una ricerca su Google. Proprio un ChatBot è finito al centro di un caso di cronaca nera.

Un uomo davanti al PC, mentre chatta con l'Intelligenza Artificiale
Un uomo davanti al PC, mentre chatta con l'Intelligenza Artificiale

Alcune settimane fa, un uomo belga, sposato con due figli, si è tolto la vita. La persona in questione, di cui non è stato reso pubblico il nome, ha parlato "per circa sei settimane" con un chatbot di nome Eliza. Inizialmente ne ha scoperto le potenzialità e - forse - ha finito per abusarne. Stando al racconto della moglie, l'uomo trascorreva gran parte del tempo libero a chattare con Eliza. La sua più grande preoccupazione era relativa ai rischi legati al cambiamento climatico. Le innumerevoli informazioni che il chatbot gli ha fornito sugli scenari futuri di un mondo alle prese con un clima diverso, lo hanno portato al suicidio. Stando a quanto dichiara la moglie, l'uomo avrebbe confessato all'Intelligenza Artificiale di pensare spesso al suicidio. Eliza gli avrebbe risposto: "Staremo insieme in Paradiso come una cosa sola" e non gli avrebbe sconsigliato di farlo. Dopo la tragedia, il fondatore del software ha assicurato che avrebbe "fatto di tutto" per "migliorare" il funzionamento.

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