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Striscia la Notizia, Moreno Morello fa una scoperta straordinaria sulle pubblicità ingannevoli: "Come organizzano il 'delitto perfetto'"

Moreno Morello, inviato di Striscia la Notizia, torna a parlare di pubblicità ingannevoli dopo aver scoperto esattamente come funziona il sistema alla base di questi spot

Tra i servizi andati in onda ieri, nel corso della puntata di Striscia la Notizia, uno ha particolarmente incuriosito i telespettatori. Si tratta di un servizio realizzato da Moreno Morello, celebre inviato del programma Mediaset, dedicato alle pubblicità ingannevoli. L'inviato padovano ha già dedicato diversi servizi a questo argomento, ma in quello trasmesso ieri sera ha parlato in maniera più approfondita e dettagliata di questa tipologia di spot, andandone a 'scandagliare' le origini e il funzionamento. Quanto svelato da Morello è davvero incredibile.

"I furbetti sembrano davvero avere organizzato il 'delitto perfetto', che fa girare sulla vostra pelle centinaia di milioni di euro", ha annunciato l'inviato, introducendo la questione. Poi, ha spiegato in maniera più dettagliata che "gli articoli da vendere, che possono essere creme, integratori, o qualsiasi altra cosa, molto spesso vengono prodotti in alcuni paesi europei". L'astuzia, come denominata dallo stesso inviato, sta nel fatto, però, che "a comprare in Europa prodotti che, poi, devono essere venduti in Europa, molto spesso sono dei soggetti extraeuropei, magari dei russi".

Striscia la Notizia: il servizio di Moreno Morello sulle pubblicità ingannevoli

L'inviato ha, poi, spiegato che le vendite vengono moltiplicate a causa di pagine web 'truffaldine', confezionate da dei publisher, che si trovano anche in Italia. A questo punto, quando le pagine sono pronte, devono essere pubblicate su tutti i principali siti internet d'Europa. "E a fare questo, ci pensano le società specializzate: le più importanti sono americane. Ed è a questo punto che gli americani si comprano gli spazi pubblicitari sui siti web dei principali editori italiani", ha spiegato l'inviato, aggiungendo che, a questo punto, "l'utente vede il prodotto e clicca per ordinarlo". A gestire l'ordine, ha aggiunto, devono essere centinaia di call center. "Pensate, che a reclutare dei centralinisti, noi abbiamo intercettato addirittura delle società inglesi. A questo punto, a preparare i pacchi ci penseranno delle società logistiche italiane, che poi si appoggeranno a degli spedizionieri, operanti sempre in Italia", ha continuato.

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Il complesso sistema internazionale, mostrato da Morello. (Fonte: Striscia la Notizia).

Per tenere vivo questo sistema, che copre diversi paesi del mondo, servirebbero milioni di euro. A detta dell'inviato, "sembra che russi, americani, europei e inglesi stiano sempre l'uno contro l'altro, ma poi, quando si tratta di spartire il malloppo delle truffe, sono tutti in armonia e in pace". Morello ha, a questo punto, chiesto chiarimenti all'Autorità Antitrust su eventuali interventi volti ad arginare questo fenomeno. "L'Antitrust ci fa sapere di avere come riferimento il Codice del consumo, e di poter difendere i consumatori solo nei confronti del venditore. Ma tra tutti questi soggetti, chi risulterà essere il venditore?", ha chiesto l'inviato.

Il sistema perfetto

In questo caso, il venditore risulta essere il soggetto di nazionalità russa, e le autorità italiane non hanno giurisdizione in Russia. È qui che si compie 'il sistema perfetto', che facilita le vendite di questi prodotti, senza la necessità di controlli. A questo punto, l'inviato di Striscia la Notizia ha acquistato una crema da questi siti, per capire "se gli altri elementi della filiera avessero qualcosa da dire". "Allora, abbiamo provato prendendo una crema, che ci è stata venduta attraverso una pagina che abusava dell'immagine di Orietta Berti. A recapitarcela, lo stesso produttore, una società svizzera. Gli svizzeri hanno ricevuto i soldi da noi, e dovrebbero averli consegnati al venditore, che ha raccolto l'ordine con la pagina ingannevole", ha spiegato l'inviato.

Il sistema è, a questo punto, diventato ancora più complesso. "Quindi, visto che i quattrini con cui abbiamo pagato questo pacco erano nostri, abbiamo chiesto agli svizzeri a chi li avessero portati. Ma, a questo punto, è entrata in campo la nota 'discrezione elvetica'", ha detto l'inviato. Successivamente, ha chiesto informazioni e approfondimenti agli americani, che avrebbero divulgato queste pagine web. Anche in questo caso, queste persone non hanno risposto. L'inviato ha, però, promesso che continuerà a indagare sulla situazione, per capirne di più.

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