Cleopatra, Lollobrigida e la sostituzione etnica: i punti in comune tra le due polemiche più accese della settimana

Cleopatra, Lollobrigida e la sostituzione etnica: i punti in comune tra le polemiche più accese della settimana

La Cleopatra di Netflix, il ministro Lollobrigida e la sostituzione etnica: polemiche diverse, ma con tanti punti in comune. E una sola, semplice soluzione

In Italia non si parla d'altro, e ad accendere ancor di più il dibattito ci ha pensato il vignettista Mario Natangelo, con la pubblicazione su Il Fatto Quotidiano di una vignetta che dire provocatoria è poco, e che colpisce sia Arianna Meloni, sorella della premier, Giorgia Meloni, che il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, marito di Arianna (e cognato della leader di Fdi).

Tutto è partito dalle parole pronunciate da Lollobrigida sulla questione della sostituzione etnica. Nel corso di un intervento al congresso della Cisal, Lollobrigida ha detto: "Non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada". Parole che hanno suscitato una forte reazione da parte di molti esponenti politici, inclusa la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, la quale ha definito le parole di Lollobrigida "disgustose" e "con sapore di suprematismo bianco".

Questa polemica tutta italiana sulla sostituzione etnica, si collega a questioni più ampie sulla rappresentazione culturale e sull'identità. Questioni che stanno tenendo banco soprattutto in Egitto in seguito all'uscita della serie Netflix "African Queens: Queen Cleopatra", in cui la leggendaria regina è interpretata da un'attrice nera. "Ma la sua pelle era bianca", protesta un avvocato egiziano che ha deciso di intentare una causa contro il colosso dello streaming. Che, secondo il legale, con questa serie "cancella l'identità egiziana".

Ma cos'hanno in comune queste due questioni?

A sinistra, il Ministro Francesco Lollobrigida; a destra la Cleopatra voluta da Netflix contestata dall'Egitto

Cleopatra e Lollobrigida: due polemiche, stessa paura

Se, senza dubbio, le affermazioni del ministro Lollobrigida sono state un po' troppo forti, dall'altro lato fa riflettere quanto esse abbiano generato da un lato sdegno, e dall'altro abbiano dato vita a tutta una serie di dibattiti collaterali, che si riferiscono ad altre tematiche di attualità. Come quella della proposta di detrazione di 10mila euro l'anno per ogni figlio a carico avanzata dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Una soluzione, questa, che l'esecutivo sta vagliando per incoraggiare gli italiani a fare più figli.

Il punto in comune tra la polemica che riguarda Netflix e l'Egitto e il ministro Lollobrigida è la paura della cancellazione dell'identità culturale. Una tematica dal fortissimo impatto emotivo e politico, che infiamma il dibattito italiano e nazionale perché tocca questioni profonde e complesse riguardanti l'identità dei popoli, che si sentono minacciati, come se l'essere italiano o l'essere egiziano siano concetti realmente minacciati.
In un mondo sempre più globalizzato come quello in cui viviamo, la diversità culturale diventa cruciale, dal momento che rappresenta una ricchezza e una risorsa per le società moderne. La vera questione è come gestirla in modo equo e rispettoso delle diverse culture, e come affrontare le paure e le divisioni che essa può suscitare.

LEGGI ANCHE >>> Anche Tutankhamon lo usava: la scoperta che sbalordì (e fece ridere) il mondo della scienza