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Stipendi da fame, la tristissima testimonianza in diretta tv: "Faccio il custode e questo è quanto porto a casa a fine mese"

In diretta tv su Canale 5, la testimonianza, tanto triste quanto carica di dignità, di un uomo che di mestiere fa il custode. Il compenso portato a casa a fine mese è particolarmente basso, rispetto al rischio che comporta il mestiere in questione: la riflessione, a Mattino Cinque, sugli stipendi in Italia

La questione lavorativa nel nostro Paese è certamente tra le più problematiche vagliate dai governi che si sono susseguiti negli ultimi anni. All'esecutivo di centrodestra capitanato oggi dalla leader di Forza Italia, Giorgia Meloni, il compito di riaccendere le speranze di milioni di italiani alle prese con stipendi da fame, oggettivamente troppo bassi per poter vivere con dignità e serenità. Una crisi che riguarda soprattutto il mondo del commercio, costretto a fare i conti con una concorrenza spietata (in questo articolo il caso di un'attività di famiglia chiusa in Veneto per colpa degli incassi troppo bassi). E il compito, al contempo, dei media, è quello di raccogliere e quindi raccontare le testimonianze di chi, nonostante innumerevoli sforzi, non riesce a portare a casa un compenso giusto e sufficiente a sfamare una famiglia.

E il racconto dell'attualità è affidato, ogni mattina, alla sapiente conduzione del giornalista Francesco Vecchi, volto di Mattino Cinque, programma televisivo delle reti Mediaset che dal lunedì al venerdì va in onda nella fascia mattutina della giornata. Le interviste condotte da Vecchi trattano sempre le tematiche più 'calde', e tra queste, come detto, c'è la questione degli stipendi. Uno degli ultimi intervistati dal conduttore di Canale 5 è un uomo di nome Aurelio Bocchi, che di mestiere fa il vigilante, ossia la persona a cui è affidata la sorveglianza di un luogo o di un'attività. Un custode che è chiamato a sorvegliare un bene, evidentemente minacciato da criminali o malintenzionati. Ebbene, nonostante il pericolo ogni giorno corso da Bocchi, lo stipendio a fine mese, come ha testimoniato in diretta tv, è davvero basso.

Stipendi da fame, vigilante in diretta tv: "Questo è quel che guadagno lavorando 40 ore a settimana"

"Lei che lavoro fa?", esordisce Francesco Vecchi, intervistando il custode in collegamento tv. "Sono in un istituto di sorveglianza, per cui facciamo molti servizi di sorveglianza alle portinerie, stabilimenti e quant'altro", afferma l'uomo.
"Le posso chiedere la sua paga all'ora?", chiede, con discrezione, il conduttore di Mattino Cinque. "Tre euro e 96 l'ora", risponde quindi Bocchi. Il giornalista Mediaset stenta a crederci: "Tre euro e 96 all'ora per un servizio di vigilanza?", chiede ancora Vecchi, come incredulo.

"", risponde il custode. Che poi precisa: "Non armata". Vale a dire, quindi, che svolge il suo lavoro di sorveglianza nella possibilità di incorrere in violenti criminali, senza alcuna arma che non siano le sue braccia. "Non armata", sottolinea, appunto, Vecchi. "Però, diciamo che, se c'è la richiesta di vigilanza, evidentemente si può supporre un rischio. Sennò non ci sarebbe la vigilanza".

"È esatto", risponde il vigilante. "Ed è un rischio molto più elevato, perché non siamo neanche armati". "E quindi, mi scusi, lei quanto riesce a portare a casa lavorando a 3,96 all'ora?", chiede ancora Vecchi. "837 euro al mese circa, lavorando con un contratto da 40 ore", conclude il custode.

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