Veneto

Veneto, padre e figlia costretti a chiudere il loro negozio dopo tre generazioni. Il triste addio: "Andiamo via"

Non si arresta la crisi del commercio in Italia: dal Veneto un'altra saracinesca si abbassa. Addio alla storica attività di Massimo e Giorgia, padre e figlia a capo di un'amatissima ortofrutta di Mestre, Venezia.

Due sorrisi ottimisti, visi sereni che esprimono la voglia di una famiglia di rimboccarsi le maniche. Costruire, con il sudore della fronte e i sacrifici, una florida attività economica che assicuri il giusto sostegno economico, e quella gratificazione indispensabile per sentirsi realizzati e fieri del proprio operato. Un piccolo idillio quello di Massimo Brugnaro e di sua figlia Giorgia, purtroppo arrivato al più triste degli epiloghi. La loro attività commerciale, un'ortofrutta situata a Mestre, località del Comune di Venezia, ha abbassato la saracinesca per sempre. Grande lo sgomento dei cittadini del comune veneto: l'Ortofrutta da Massimo&Giorgia, questo il nome dell'attività, era diventata, nel tempo, un vero e proprio punto di riferimento per i residenti della zona.

Siamo in via Bissuola 88/D, e qui, come recita la frase che si legge tra le informazioni della pagina Facebook del negozio, l'attività andava avanti "da tre generazioni", offrendo "qualità e freschezza sulla tua tavola". Un rapporto a tu per tu con il cliente, una platea di amici ed affezionati che qualche giorno fa hanno dovuto dire addio alla storica attività di Mestre. Una chiusura a cui padre e figlia sono arrivati, costretti dalle difficoltà commerciali della città in cui lavoravano. Troppe le attività commerciali, a contendersi le poche briciole lasciate dai grandi supermercati che negli anni si sono aperti nelle vicinanze. Una concorrenza impossibile da sostenere per un'attività piccola e in balia dei continui cambiamenti.

Veneto, chiude l'ortofrutta di Massimo e Giorgia. Padre e figlia vanno via da Mestre

È un po', questa, la storia che accomuna centinaia e centinaia di attività commerciali di tutta la Penisola. Negozi e piccole botteghe costrette, dopo anni di esercizio e di servizio, ad arrendersi dinanzi alla modernità, che avanza aggressiva e non lascia sopravvivere i piccoli commercianti. TuttoNotizie attenziona questi casi, che raccontano la trasformazione di un Paese sempre più in affanno sul piano economico. A Ravenna, in Emilia Romagna, uno storico fornaio ha chiuso dopo 60 anni di attività. Stessa sorte è toccata a una bottega di Palermo, che ha cessato la sua attività dopo 20 anni: al suo posto probabilmente sorgerà un colosso della moda.

Oltre alla crisi del commercio, una delle cause che porta molti negozianti ed imprenditori a chiudere i battenti è la mancanza di personale. Casi, questi, arrivati in televisione. Come quello di un allevatore lombardo che si è rivolto a Mattino Cinque, trasmissione Mediaset, perché incapace di trovare braccia giovani che provvedessero alla sua fattoria. O, ancora, quello di un albergatore di Sorrento, in Campania, alla ricerca disperata di camerieri per il suo hotel.

Il caso di Massimo e Giorgia è differente. E racconta, altrettanto bene, i grossi cambiamenti a cui oggi chi lavora nel mondo del commercio è costretto a fare. Sulla saracinesca oramai abbassata, Massimo e Giorgia hanno lasciato un bigliettino di saluti indirizzato ai loro clienti: "Andiamo via da Mestre", si legge. Per fortuna, l'attività di famiglia a quanto pare non finisce qui, in quanto continuerà, ma altrove. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a questa famiglia a cui certamente non manca la voglia di ricominciare.

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