giovedì, Gennaio 26, 2023
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Quella volta che Lucio Battisti e Giulio Rapetti Mogol andarono a cavallo da Milano a Roma: perché lo fecero

Lucio Battisti e Giulio Rapetti, conosciuto da tutti come Mogol, oltre 50 anni fa andarono a cavallo dalla provincia di Milano fino a Roma. Scopriamo cosa spinse i due grandi artisti a compiere una "impresa" del genere.

Lucio Battisti è sicuramente uno dei cantanti italiani più famosi di sempre. Verrà ricordato in eterno anche come un artista di gran talento che è andato via troppo presto. Il cantante milanese, infatti, è venuto a mancare a soli 45 anni. Da parte della famiglia non è mai stata comunicata la causa del decesso. Di certo c'è che il cantante è stato ricoverato per alcuni giorni in ospedale prima di spirare. Alcune fonti non confermate hanno parlato di un tumore maligno al fegato ma, per l'appunto, da parte delle persone che lo conoscevano è stato mantenuto il riserbo più totale sulla tragica fatalità.

Come sanno bene i suoi fan, Lucio Battisti ha avuto un lungo sodalizio artistico con Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol. Agli inizi degli anni '80, in maniera pacifica, la collaborazione tra i due si interruppe per differenza di vedute artistiche. Tuttavia nulla e nessuno al mondo elimineranno quanto di bello hanno creato i due artisti insieme. E non c'entra solo la musica. Mogol e Battisti, nel pieno dell'estate del 1970, intrapresero un viaggio a cavallo che interesserò letteralmente mezza Italia: dalla provincia di Milano arrivarono fino a Roma. Si trattò di un'iniziativa a sfondo ambientalista ma c'è anche tanto altro dietro la lunga cavalcata, durata dal 21 giugno al 26 luglio.

Il viaggio a cavallo

I due partirono da Carpiano, a sud di Milano, per arrivare a Sarzana, località costiera vicino La Spezia. Da lì scesero verso Sud, attraversando Toscana, Umbria e infine Lazio. La maggior parte del percorso fu fuori dall'asfalto, in luoghi che 50 anni fa erano privi di strade vere e proprie e di recinzioni: "Qualche volta, ma è raro, incontriamo una striscia d'asfalto", scrisse Battisti nel suo racconto dell'esperienza a TV Sorrisi e Canzoni. Sebbene Wikipedia parli dello scopo del viaggio come una sorta di protesta pacifica a sfondo ambientalista, Lucio Battisti rispose in maniera leggermente diversa.

Il cantante defunto, infatti, disse che l'idea partì da Mogol e che era anche un modo per loro stessi di 'staccare la spina'. "Mi disse: 'Lucio, se non lo facciamo noi quel viaggio a cavallo, chi lo fa?' e partimmo. Qual era il senso del viaggio? Volevamo provare a noi stessi che potevamo farcela e godere senza preoccupazioni di un contatto vero con la natura. Volevamo curarci delle nostre malattie di vita fatta di lavoro, di fretta, di corsa angosciosa contro il tempo". Mogol, in una recente intervista, disse che Lucio Battisti gli fece un "favore da amico" accettando la sua proposta, visto che Lucio non sapeva andare a cavallo ma "imparò in fretta" in quei trenta giorni.

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