venerdì, Gennaio 27, 2023
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Striscia, l'inganno dei negozi "Made in Italy" svelato da Max Laudadio: non immaginerete cosa ha scoperto

Non potete immaginare cosa ha scoperto Max Laudadio di Striscia la Notizia su dei negozi "Made in Italy" del Nord Italia: le informazioni nell'articolo

Il Made in Italy è sinonimo di qualità. L'indicazione accerta che un determinato prodotto provenga dal nostro Paese, rendendo quest'ultimo, per gli occhi dei consumatori di tutto il mondo, un articolo di valore e degno di nota. Secondo un progetto pubblicato da Forbes nel 2017 e realizzato da Statista in Made-In-Country Index, l'indicazione di provenienza italiana è in settima posizione in termini di reputazione tra i consumatori in tutto il mondo. Quando questa indicazione viene collegata al cibo o all'abbigliamento, poi, la qualità è davvero assicurata.

O meglio, lo sarebbe, se solo l'articolo venduto fosse veramente prodotto in Italia. Sfortunatamente, però, è stato scoperto negli anni che alcune attività spacciano un prodotto per made in Italy quando, in realtà, non lo è. È proprio di questo che ha parlato il conduttore televisivo e attore toscano Max Laudadio in un servizio andato in onda nella scorsa puntata di Striscia la Notizia. Vediamo insieme cosa ha scoperto l'inviato del programma Mediaset ideato da Antonio Ricci.

Striscia la Notizia: il servizio di Max Laudadio

Laudadio ha ricevuto una segnalazione molto particolare da una commessa di un negozio d'abbigliamento situato a Milano. La donna, che ha voluto restare anonima, ha spiegato che in questo negozio, molti articoli che vengono spacciati come Made in Italy sono stati realizzati, in realtà, in Albania. Il responsabile dell'attività, che ha due sedi nel capoluogo lombardo, chiede esplicitamente a commessi e commesse di tagliare le etichette con scritto "Made in Albania", per poter spacciare questi vestiti come realizzati in Italia. L'attività, di cui Laudadio non svela esplicitamente il nome ma dice essere piuttosto famosa a Milano, si occupa della vendita di articoli per 'taglie forti' maschili. Le immagini riportate qui sotto provano come i dipendenti dell'attività taglino le etichette "Made in Albania" per mettere a punto l'inganno.

Alcuni membri della troupe dell'inviato hanno verificato che quanto segnalato corrispondesse a verità e, in effetti, hanno notato delle etichette tagliate e alcuni vestiti in cui compariva ancora l'indicazione di provenienza albanese. Laudadio ha, a questo punto, parlato di questa questione a un esperto di Made in Italy, Davide Usuelli di Federmoda - Confcommercio. "Tutti i capi d'abbligliamento in vendita nei negozi devono riportare, tra le altre diciture, anche l'etichetta "Made in". È un obbligo di Legge che, se asportato od occultato volontariamente, potrebbe anche configurarsi come reato di frode commerciale" ha spiegato Usuelli.

Le parole del responsabile dell'attività

L'inviato si è, quindi, presentato in persona dal responsabile dell'attività. Gli ha spiegato quanto segnalato dalla commessa dell'attività e gli ha, pertanto, chiesto spiegazioni. "Il 90% dei prodotti che vendiamo è tutto Made in Italy, tranne una o due aziende. Abbiamo anche il tricolore Made in Italy" ha dichiarato il responsabile. Insieme hanno visto, però, che diversi articoli riportavano etichette "Made in Albania" e in altri l'etichetta era stata tagliata. Alla fine del servizio, il responsabile ha dichiarato che "forse qualche articolo è stato tolto". E che, forse, è successo per una "stupidità del momento" e per "panico". Dopo quest'ammissione, il gestore ha promesso che niente di quanto segnalato accadrà più. Scopriremo presto se sarà davvero così.

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