venerdì, Gennaio 27, 2023
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L'Europa dà il via libera alla farina di grillo negli alimenti italiani, cosa dicono i nutrizionisti

Una delle notizie più discusse della settimana è senza dubbio il via libera da parte dell'Unione Europea della polvere di grillo negli alimenti italiani. Quali sono i benefici, secondo i nutrizionisti?

Da questa settimana è ufficiale: le aziende del campo alimentare, in Italia e in Europa, potranno usare la polvere (o farina) di grillo domestico. Nel regolamento di esecuzione Ue 2023/5, pubblicato in Gazzetta ufficiale, è contenuta l'autorizzazione a livello comunitario di questo alimento. Le aziende operanti nel settore alimentare potranno acquistare il preparato e utilizzarlo nei propri alimenti come 'alternativa' ad altri tipi di farine. Per cui nel 2023 sarà possibile acquistare pane, pizza, cracker e tanti tanti altri alimenti diversi che contengono polvere di grillo.

È stato scientificamente provato che questa farina "soddisfa le condizioni per l'immissione sul mercato". Al momento c'è una sola azienda a livello europeo che può distribuire il prodotto e si tratta della Cricket One Co Ltd, l'unica ad aver fatto richiesta all'Unione Europea e in possesso di tutte le certificazioni richieste. Chiaramente tutti i prodotti alimentari contenenti la polvere di grillo saranno distinguibili dagli altri poiché nell'elenco degli ingredienti comparirà la dicitura "Polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (polvere di grillo)". I grilli domestici digiuneranno per 24 ore prima di essere uccisi tramite congelamento, dopodiché si procederà a svuotare il loro intestino. Seguiranno un intenso lavaggio, l'estrazione dell'olio, un trattamento termico e infine la macinazione.

Cosa ne pensano i nutrizionisti

Su MyPersonalTrainer, in un articolo del nutrizionista Riccardo Borgacci, c'è un lungo elogio della Farina di Grillo. In primis, fa notare che è "eco-sostenibile, igienicamente sicura e commestibile per l'uomo". Già, perché per le persone che hanno a cuore le sorti del nostro pianeta, l'eco-sostenibilità è fondamentale. Un grillo da allevamento 'inquina' molto meno rispetto a un bovino ed ha bisogno di una quantità infinitamente più bassa di cibo. Un grillo non ha bisogno che ettari di terreno vengano privati degli alberi (polmone del pianeta) per avere lo spazio in cui crescere. Infine Borgacci fa notare che i grilli, così come la gran parte degli insetti, contengono pochissimi grassi e molte proteine. Per di più sono proteine ad alto valore biologico, 'migliori' rispetto a quelle ottenute da altri animali.

Non solo: i grilli sono ricchi di calcio, ferro e vitamina B2. L'Unione Europea la ha 'legalizzata' a inizio 2023 ma negli Stati Uniti si producono alimenti contenenti polvere di grillo già da anni. L'uso più frequente che se ne fa è nelle barrette proteiche, anche se esistono anche snack a base di legumi, riso e farina di grillo. Chiaramente c'è da superare un certo scetticismo ma, come sempre, prima di giudicare negativamente una novità, bisognerebbe quantomeno provarla. Anche perché gli italiani amano alimenti come le cozze e le ostriche, mangiano il fegato di vari animali o i crostacei crudi. Insomma, è proprio un grillo (con così tante proprietà nutritrive) a fare così paura?

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