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Guerra Ucraina, Zelensky annuncia le sue 10 proposte per la pace. La reazione della Russia di Putin

Guerra Ucraina, dal G20 di Bali arrivano le proposte di Zelensky per la pace. Vicini alla fine del conflitto con la Russia, ma Lavrov gela tutti.

Il 20 febbraio 2022 è una di quelle date che l'umanità difficilmente dimenticherà. Uno di quei giorni, insomma, in cui tutti ricorderemo cosa stavamo facendo nell'esatto momento in cui arrivò la notizia dell'inizio ufficiale del conflitto russo-ucraino. Un po' come l'11 settembre, o la vittoria di Spagna '82. Certi giorni sono destinati a rimanere nell'immaginario collettivo come vere e proprie pietre miliari nella storia dell'umanità. Ed in effetti, lo scoppio di una guerra all'interno dei confini europei, dopo tanti anni dall'ultima volta in cui si accese la contesa, non poteva non essere tra queste.

L'ultima volta accadde nel '90, in quella polveriera che erano i Balcani. Prima ancora bisogna tornare indietro alla Seconda guerra mondiale, quando il mondo intero dovette fermarsi per un'ultima volta davanti agli orrori di un conflitto su scala planetaria. Un'ipotesi mai realmente così vicina nuovamente come negli ultimi mesi, quando Vladimir Putin ha contrapposto la sua potenza militare all'Ucraina di Volodymyr Zelensky. Attorno a lui, tutto il mondo occidentale ha fatto subito scudo, sotto il vessillo della NATO, in una riproposizione di una Guerra Fredda del terzo millennio. Oggi, però, dopo nove mesi dall'inizio del conflitto, pare che i tempi siano maturi per tentare la strada delle trattative di pace. Anche se non tutti sembrano essere d'accordo.

Negli ultimi mesi, infatti, l'Ucraina si è resa protagonista di un'imponente azione di riconquista dei territori perduti in favore della Russia. La controffensiva ha di fatti modificato notevolmente gli equilibri del conflitto, riposizionando dopo molto tempo Zelensky in una posizione di maggiore forza all'interno della disputa. In virtù di questo nuovo status acquisito, il premier ucraino si è presentato oggi in videoconferenza al G20 attualmente in corso a Bali, dettando per la prima volta le 10 condizioni del suo paese per il raggiungimento della pace.

Guerra Ucraina, in collegamento a Bali Zelensky annuncia le sue proposte di pace, ma Lavrov frena

Le richieste avanzate dall'Ucraina riguardano, soprattutto, la messa in sicurezza del proprio paese dal pericolo nucleare, dal sostentamento energetico e da quello alimentare, oltre che il rilascio dei prigionieri e dei deportati. Il punto critico, però, volto alla fine della guerra e alla cessazione delle ostilità, riguarda il ritiro delle truppe russe e, soprattutto, il totale e completo ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dell'ordine mondiale precostituito prima della guerra.

Proprio quest'ultimo punto ha fatto sì che la Russia frenasse immediatamente, gelando il resto del mondo sulle reali possibilità di pace in tempi brevi. La replica russa non è arrivata direttamente da Vladimir Putin, ma è stata affidata, come spesso accaduto in questo conflitto, al ministro degli Esteri del Cremlino, Sergej Lavrov. Mentre si rincorrono le voci di un suo ricovero a latere della conferenza di Bali, l'attuale numero 2 di Putin ha affermato che "le proposte di Zelensky non sono realistiche e adeguate". Lavrov ha poi continuato, tirando in ballo il ruolo della NATO: "Vogliamo fatti concreti sulla reale influenza dell'Occidente sull'Ucraina".

La situazione, dunque, è estremamente delicata e, come ovviamente capita in questi casi, la tensione è più che palpabile. Entrambi gli schieramenti si muovono su un filo di rasoio, consapevoli che una mossa sbagliata potrebbe portare a una nuova escalation della guerra. Il mondo intero sta a guardare attento, sperando che questa possa essere la volta buona per avviarsi davvero verso una pace sostanziale. Il prima possibile.

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