Lavoro femminile: "Sei donna? Non ti pago per due mesi!" Indagine shock sugli stipendi rosa

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Lavoro femminile, un'indagine shockante rivela tutta la drammaticità del gender gap in Europa: "Sei donna? Niente stipendio per due mesi!" 

Arrivano i risultati dell'indagine shockante compiuta dalla Commissione Europea sulle condizioni del lavoro femminile nel nostro continente. L'obiettivo prefissatosi dall'organismo internazionale comunitario prevedeva di aumentare la conoscenza e la consapevolezza sul fenomeno del gender gap nel mondo del lavoro, sia da un punto di vista occupazionale, che sotto l'aspetto salariale. I risultati, però, sono andati ben oltre i traguardi minimi, facendo emergere la realtà di una situazione ben più complicata di quello che ci si poteva aspettare. Il dato principe riguarda la natura del problema, che evidentemente è di tipo sistemico.

Il primo punto analizzato riguarda la presenza femminile nel mercato del lavoro. I dati comunitari lasciano emergere un quadro estremamente cupo. Su tutto il territorio dell'Unione Europea, infatti, solo il 67,3% delle donne occupa una posizione lavorativa rispetto al totale della popolazione femminile. Per intenderci, il dato dell'occupazione maschile è di ben 12 punti percentuali in più, stabile al 79%. Questo nonostante in termini di istruzione le donne siano sempre più avanzate: in Europa sul totale di neolaureati annui le quote rosa rappresentano oltre il 60%. È evidente, dunque, come il problema sia di tipo culturale e sistemico. Una questione che emerge in maniera ancor più chiara sul tema salari.

Lavoro femminile: "Sei donna? Due mesi senza stipendio!"

Il gender gap salariale è forse la piaga più devastante che dilania la condizione del lavoro femminile e gli ultimi dati emersi dall'indagine della Commissione Europea lo confermano in pieno. L'organismo comunitario preposto ha infatti individuato una marcata differenza nelle paghe delle lavoratrici rispetto ai loro corrispettivi uomini. Nello specifico, ogni donna percepisce in media, in Europa, il 14,1% in meno all'ora di un suo collega maschio. In altre parole: ogni euro all'ora guadagnato per un uomo, una donna percepisce 86 centesimi. Una disparità enorme, che nell'arco di un intero anno equivale precisamente a ben due mensilità in meno.

La differenza salariale in Europa tra uomo e donna comporta che, quest'ultime, acquisiscano una paga annua minore di ben due mensilità rispetto ai colleghi uomini. Il contesto italiano, a primo avviso, parrebbe essere più virtuoso, classificandosi al terzultimo posto in termini di gender gap per gli stipendi. La realtà, però, individua una presenza rosa nel mondo lavoro inferiore alla media europea, che partecipa all'equiparazione dei numeri. Il senso è che, con meno donne occupate, la disparità tra gli stipendi è ovviamente minore.

Insomma, quello che emerge è un quadro particolarmente critico, acuitosi con lo scoppio della pandemia da Covid-19 e la successiva crisi inflazionistica data dal caro energia. Le donne sono più facilmente impiegate in occupazioni essenziali, quelle che più di tutti sono soggetti alle fluttuazioni del mercato del lavoro. I numeri, però, rappresentano una situazione reale davvero ingiustificabile, che necessita di misure tempestive per appianare sempre di più il gender gap. Staremo a vedere come l'Italia e l'Unione Europea decideranno di muoversi a riguardo.

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