Affitti, previste delle modifiche ai canoni: ecco quali aumenteranno

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Si modifica la cifra dei canoni di locazione per l'aggiornamento all'inflazione: ecco quali cambiamenti sono previsti e quali affitti aumenteranno

Secondo le ultime rilevazioni Istat, circa il 30% delle case italiane sono in affitto. I canoni degli affitti variano di prezzo a seconda delle caratteristiche dell'abitazione, come la sua grandezza e il luogo in cui si trova. Non può variare liberamente, però, nel caso dei contratti di locazione adibita ad uso abitativo, il canone stipulato nel momento in cui viene firmato il contratto. Esso, infatti, può diminuire ma non può aumentare. C'è solo un caso in cui gli affitti degli appartamenti a uso abitativo possono aumentare, ed è quello dell'aggiornamento all'inflazione.

Il canone di locazione, come molti altri costi e prezzi, può essere, dunque, adeguato alla variazione del potere d'acquisto della moneta. In particolare, il canone può essere adeguato all'indice FOI, e cioè l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT ogni mese. L'ultimo valore calcolato, per il mese di agosto, è di 113,2, in netto aumento rispetto ai mesi precedenti e all'anno scorso. Con l'aumento dell'inflazione negli ultimi mesi, dunque, anche gli affitti potranno essere destinati ad aumentare.

Affitti in aumento: ecco tutti i dettagli

Non tutti gli affitti sono, però, destinati ad aumentare. Come spiega Angelo Greco, avvocato italiano e direttore della pagina La Legge per Tutti, nei contratti di locazione può essere inserita una clausola secondo la quale il canone può variare a seconda dell'adeguamento all'inflazione. Solo i contratti che prevedono questa clausola, quindi, possono effettivamente variare. In aggiunta, l'aggiornamento deve essere comunicato sempre dai locatori; in caso contrario, il locatario (o affittuario) non dovrà pagare una cifra maggiore. Il proprietario dell'immobile può, però, chiedere gli arretrati entro cinque anni dall'adeguamento all'inflazione. Come sottolinea ancora Greco sulla sua pagina Instagram, dopo cinque anni non è più possibile chiedere gli aggiornamenti a un determinato valore dell'inflazione perché c'è la prescrizione.

C'è, però, un tipo di contratto di locazione che non può essere soggetto a modifiche per l'inflazione, ed è quello stipulato secondo il regime della cedolare secca. Tale regime si può scegliere nel momento della stipulazione del contratto e prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva, la quale si calcola, come spiegato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, applicando un’aliquota del 21% sul canone annuo.

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