giovedì, Settembre 29, 2022
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Allarme Spritz, sarà sempre più difficile trovarlo 'originale' nei bar: ecco perché

Tra i tanti effetti negativi della crisi del gas (ma non solo) c'è anche la maggiore difficoltà di ordinare uno spritz con la ricetta tradizionale. Vediamo cosa sta succedendo e perché sarà sempre più difficile trovare l'aperitivo preferito dagli italiani.

Lo spritz è una delle bevande alcoliche preferite dagli italiani. I veneti e in generale i residenti nel nord-est italiano lo ordinano da decenni per il loro aperitivo, mentre nel resto d'Italia è diventato di moda solo negli ultimi cinque anni. Spesso le scelte alimentari (di ogni genere) degli italiani influenzano anche il resto del mondo e non è un caso che negli ultimi tre anni le richieste dello spritz siano aumentate esponenzialmente anche negli Stati Uniti d'America. Per la gioia dei produttori dell'Aperol e del Campari. Tuttavia, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, anche lo spritz potrebbe subire delle 'conseguenze'.

Chi segue attentamente l'attualità sicuramente ricorderà della notizia di poche settimane fa relativa la scarsità di acqua frizzante nei supermercati italiani. Alcuni avevano smesso di venderla, altri permettevano di acquistarne una quantità limitata. Lo stesso sta succedendo alle birre: è di poche ore la notizia che la Menabrea, uno dei marchi più forti di birra italiana, ha sospeso la produzione per alcuni giorni. E c'è un motivo ben preciso che accomuna la scarsità di acqua minerale e le difficoltà di produrre la birra. Vediamo quale.

Spritz a rischio: ecco perché

Come si può immaginare, l'acqua frizzante e la birra hanno la caratteristica comune di contenere anidride carbonica. Banalmente, è quello che rende frizzante la bevanda. L'aumento dei costi dell'energia elettrica sta mettendo in difficoltà le fabbriche che la producono. Inoltre molte imprese del settore negli ultimi due anni hanno venduto l'anidride carbonica al comparto della sanità, che con l'aumento esponenziale dei casi di COVID-19 ha aumentato le richieste alle imprese specializzate. Sempre più persone nel mondo hanno avuto bisogno di bombole d'ossigeno e si è dato priorità al comparto sanitario.

Insomma, il mix tra caro energia, la difficoltà di reperire alcune materie prime utili per le fabbriche e il COVID-19 hanno causato una riduzione della disponibilità di Co2. I primi a pagarne le conseguenze sono state le bevande frizzanti, che in alcune città italiane scarseggiano perfino nei supermercati. Lo spritz, come noto, ha bisogno di Aperol (o Campari), prosecco e una spruzzata di soda o seltz per aumentare ancora di più le bollicine nella bevanda. Pare che questi ultimi due ingredienti siano (e saranno) sempre meno facili da reperire, motivo per cui trovare uno spritz 'originale' nei prossimi mesi diventerà una piccola sfida.

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