giovedì, Settembre 29, 2022
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Pasta, non comprare mai quella che contiene furosina, sostanza tossica: ecco come riconoscerla facilmente

La pasta è l'alimento base della dieta mediterranea. Ogni giorno milioni di italiani la mangiano a pranzo, condendola con gli ingredienti più disparati. Tuttavia è bene fare attenzione al contenuto di furosina, sostanza tossica per il nostro organismo. Sentiamo cosa dice un'esperta a riguardo.

Il 99.9% delle persone che stanno leggendo questo articolo almeno una volta a settimana mangiano pasta. Un alimento sano e tipicamente italiano, che negli anni della globalizzazione è arrivato ovunque. Cugino dei 'noodle' cinesi, è probabilmente il piatto più chiesto nei ristoranti italiani all'estero. Solo con il pomodoro, con uovo e pancetta o con il pollo (fettuccine Alfredo!), ognuno la condisce come gli/le pare.

Molte persone attente alla linea evitano di mangiarla tutti i giorni, o comunque preferiscono quelle integrali o con altre farine diverse da quelle standard. Infatti sugli scaffali dei supermercati, insieme ai marchi famosissimi che la esportano in tutto il mondo, se ne trovano anche di altri meno conosciuti. "Pasta artigianale", "Essicazione lenta", "Lavorazione artigianale" sono alcune delle aggiunte che si vedono sui pacchi disponibili al supermercato. Tuttavia se questi metodi di lavorazione possono sembrare un'indicazione di un prodotto più sano, la verità potrebbe stare all'opposto. Affaritaliani.it ha intervistato la professoressa Maria Tantillo dell'Università di Bari, che ha smentito alcuni luoghi comuni sulla pasta.

Ecco come riconoscere la Furosina secondo l'esperta

La docente di Sicurezza degli Alimenti spiega: "Per essere salutare, la pasta deve aver attraversato un processo di essicazione lento. Deve cioè aver riposato tra le 24 e le 60 ore (in base al suo formato) e a temperature prossime e non superiori ai 60 gradi". La scienza dimostra che un alimento che contiene carboidrati e proteine viene sottoposto a temperature oltre i 75°, subisce la cosiddetta reazione di Maillard. Nella pasta, questa reazione chimica genera la furosina. Sempre secondo la scienza, le cosiddette molecole glicate che si generano, sono correlate a processi infiammatorie e patologie dismetabolitiche. Insomma sono dannose per il nostro organismo.

La docente spiega che le evidenze scientifiche dimostrano che la pasta essiccata dai 60 ai 75° porta alla formazione di 40/80 mg di furosina ogni 100 grammi di sostanza proteica. Se si va oltre i 75, i numeri aumentano a dismiura, arrivando fino a 400/700 mg su 100 grammi di proteine. Come riconoscere, quindi, la pasta che è stata essiccata a temperature troppo alte? È relativamente facile: "Basta vedere il colore: quando è stata essicata ad alte temperature, il colore tende al 'caramello'. Questo metodo non si applica alla pasta integrale, già ambrata di per sé". La docente si augura che presto diventi obbligatorio per i produttori di pasta indicare la quantità di furosina sulla confezione, in modo che chi acquista prodotti ad alto contenuto sia consapevole che, a lungo andare, questa può causare danni all'organismo.

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