domenica, Ottobre 2, 2022
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Caro energia, l'aumento dei prezzi danneggia anche lo sport professionistico: ecco chi rischia di sparire

Il caro gas ed energia influenza tutti i settori della società, anche quello sportivo: ecco cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi

Gli effetti negativi della crisi energetica stanno colpendo tutti i settori della società italiana ed europea. Il caro prezzi del gas e dell'energia elettrica rischia di far chiudere numerose attività e di far aumentare il numero delle persone a rischio povertà. Come riportato in un articolo precedente, secondo un rapporto OIPE circa 9 milioni di italiani erano in condizioni di rischio di povertà energetica già nel 2021, precedentemente allo scoppio della guerra in Ucraina.

La crisi energetica ha colpito persino lo sport professionistico, e il settore sportivo in generale. Il presidente CONI, Giovanni Malagò, ha spiegato che è necessario trovare una soluzione per evitare che lo sport vada in crisi. Durante il primo Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano si è parlato molto dell'aumento dei prezzi di gas ed energia. Un aumento che coinvolge lo sport a 360°, dai campionati e dai tornei più importanti a quelli per dilettanti. E, come spiega Sky Sport, coinvolge tutta la filiera produttiva collegata al mondo dello sport.

Caro energia, ecco chi sarà maggiormente colpito

Secondo quanto spiegato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, ben 15mila campi di calcio sono a rischio serrata. Il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha lanciato un importante allarme che riguarda proprio questo campionato: le spese energetiche dei club di Serie C, ha spiegato, rischiano di aumentare anche del 110%. Questi costi non sarebbero sostenibili e Serie C stessa rischierebbe, se non di sparire, comunque danni davvero importanti. Non solo i campi da calcio: anche numerosi altri impianti sportivi rischiano di chiudere. Le piscine, ad esempio, come ha spiegato il presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli. Secondo quest'ultimo, molte piscine italiane sono a rischio chiusura, esattamente come è successo in Francia.

Per il presidente Fin è necessario, dunque, che il Governo intervenga al fine di salvare il settore sportivo. Una crisi dello sport colpirebbe tutti: dai tifosi agli atleti, dalle famiglie che iscrivono i propri bambini a un corso di calcio, nuoto o di altre disciplina sportive a chi lavora, in un modo o nell'altro, nel settore. Per questo motivo, ha suggerito Ghirelli, il Governo dovrebbe considerare il settore sportivo come "settore produttivo". Così facendo, i club sportivi potrebbero entrare di diritto nei decreti d'imposta finalizzati a una riduzione dell'impatto del caro gas ed energia. In questo modo, ha concluso, potrebbero servirsi delle varie misure che il Governo ha previsto o prevederà "per far fronte a questa probematica".

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