mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Concorsi pubblici, sono sempre di più i candidati vincitori che rinunciano al posto assegnato: ecco il motivo

Aumenta sempre più il numero dei candidati ai concorsi pubblici che, dopo aver vinto le selezioni, rinuncia al posto assegnato. Ecco spiegato il motivo

Negli ultimi mesi, in tutta Italia sono stati indetti numerosi concorsi pubblici. Molto spesso, il numero di candidati supera di gran lunga il numero di posti aperti. Un caso recente, ad esempio, riguarda il concorso per operatori ecologici indetto a Napoli, per il quale si sono candidati circa 26mila persone su 500 posti disponibili. Il motivo è semplice: una buona parte dei concorsi pubblici offre il cosiddetto "posto fisso", e cioè un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con tutte le garanzie del caso.

Eppure, negli ultimi tempi sta aumentando sempre più il numero di persone che, dopo aver vinto un concorso pubblico, decide di rinunciare al posto assegnato. Recentemente, ad esempio, si sono presentati a lavoro solo 33 funzionari sui 76 convocati per l'assunzione presso le sedi di Milano e Lodi dell'Ispettorato Nazionale del lavoro. Bruno Giordano, il direttore dell'INL, ha spiegato all'AGI il motivo.

Concorsi pubblici: perché i candidati vincitori rinunciano al posto fisso?

Secondo quanto dichiarato da Bruno Giordano all'Agenzia Italia, uno dei vari motivi per cui molti candidati hanno rinunciato al posto assegnato è collegato al fatto che molti concorsi sono stati svolti con il metodo di selezione informatica introdotto dai decreti di emergenza Covid. Per questo motivo, molte persone si sono candidate a diversi concorsi, le cui prove richiedevano conoscenze simili. C'è anche un'altra causa, però, ed è di natura geografica. Giordano ha spiegato che l'80% dei vincitori del concorso prima menzionato proviene da regioni dell'Italia meridionale. Quando i candidati vincitori del sud vengono assegnati a sedi del Nord Italia, è possibile che questi rinuncino al posto assegnato.

Per il direttore dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, infatti, il costo alto della vita e dell'alloggio al Nord Italia può dissuadere i candidati dalla decisione di trasferirsi. Soprattutto, aggiunge, nei casi in cui abbiano già un lavoro vicino casa, anche se questi ultimi dovessero essere meno retribuiti. Secondo Giordano, è più conveniente fare concorsi regionali. Oltre a questi ultimi, si suggeriscono e si potrebbero valutare anche la formula smart working e il lavoro part-time. È necessario, ha concluso il direttore Inl, introdurre una flessibilità organizzativa, geografica ed economica che convinca i cittadini, e soprattutto "i migliori laureati", a scegliere il settore pubblico.

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