venerdì, Settembre 30, 2022
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Lavoro, gli straordinari permettono di andare prima in pensione? Cosa dice la legge

È possibile andare prima in pensione facendo gli straordinari? Ecco quello che dice la legge: scopritelo leggendo l'articolo

Ci sono diversi modi per andare in pensione. Per ottenere la classica pensione di vecchiaia, nel 2022 bisogna avere 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Nel corso degli anni, però, in Italia sono state approvate delle misure che hanno introdotto nuove tipologie di pensionamento, che hanno permesso di richiedere prima la pensione. Negli ultimi anni, ad esempio, si è parlato molto della Quota 100: chi aveva raggiunto i 62 anni d'età con 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021 poteva fare domanda per il pensionamento anticipato. Nel 2022, tale Quota è stata "trasformata" nella Quota 102. Sono richiesti, in questo caso, sempre 38 anni di contributi, ma con il raggiungimento dei 64 anni d'età.

In attesa di una riforma della pensione, finalizzata a modificare in maniera definitiva la legge sulle varie tipologie di pensionamento e sulla loro funzione, può risultare interessante approfondire il discorso in questione. In particolare, in questo articolo cerchiamo di rispondere a una domanda che molti potrebbero essersi fatti nel corso della loro carriera lavorativa. È possibile andare in pensione prima facendo più ore di lavoro straordinario? Scopriamolo insieme.

Pensione: si può andare prima con gli straordinari?

Analizzando le norme attualmente valide, cerchiamo di capire se il lavoro straordinario può abbreviare la strada per il pensionamento. Come riporta BusinessOnline.it, bisogna precisare prima di tutto che per lavoro straordinario si intende quel lavoro fatto oltre le ore settimanali previste dal contratto. Il numero delle ore settimanali, ovviamente, dipende dalla tipologia di contratto: sono 40 con un contratto a tempo pieno, di meno se è part-time. In ogni caso, lavorando più di quanto previsto si arriva a fare i cosiddetti "straordinari". Il lavoro straordinario deve essere retribuito, e la maggiorazione dipende da quante ore di straordinario sono state effettuate e quando.

Con il lavoro straordinario avremo, dunque, una maggiorazione sulla retribuzione. Questa, però, per la Legge non va ad accumularsi ai cosiddetti contributi. Fare più ore di lavoro straordinario, dunque, non porta a un numero maggiore di contributi. Secondo le norme attualmente in vigore, infatti, il datore di lavoro non deve versare contributi per gli straordinari. Questo significa, automaticamente, che, almeno per ora, non è previsto che facendo più ore di lavoro straordinario si possa andare in pensione prima del previsto.

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