domenica, Ottobre 2, 2022
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Multa per semaforo rosso, ecco quando è possibile fare ricorso

Avete avuto una multa per aver attraversato un incrocio quando il semaforo era rosso? Ecco quando potete fare ricorso: consultate tutte le nuove regole in questo articolo

Attraversare un incrocio con il semaforo rosso è molto pericoloso. Si rischiano facilmente incidenti con altre vetture o con i pedoni. In generale, è necessario diminuire la velocità quando si è nelle vicinanze dei semafori e, se le condizioni lo consentono, è necessario fermarsi anche con la luce gialla accesa. L'articolo 41 del Codice della Strada disciplina le norme sui segnali luminosi, mentre il 146 disciplina le violazioni della segnaletica stradale.

In particolare, come riporta quest'ultimo articolo, generalmente che non rispetta la segnaletica stradale può andare incontro a una sanzione amministrativa pecuniaria. Il valore della sanzione va dai 42 euro ai 173 euro in generale, mentre quando il conducente continua la marcia nonostante le segnalazioni del semaforo o di un agente del traffico, questa aumenta. La multa per chi prosegue la marcia nonostante la luce del semaforo sia rossa, o negli altri casi disciplinati dalla norma nel comma 3, infatti, può valere dai 167 euro fino ai 665 euro. Per chi ripete questa azione due volte in un periodo di due anni, può scattare la sospensione della patente da uno a tre mesi.

Multa per semaforo rosso, quando è possibile fare ricorso?

Queste sono le norme generali per quanto riguarda la multa per semaforo rosso. Ma è possibile fare ricorso, e in quali casi? In effetti, il conducente multato può fare ricorso e ottenere anche l'annullamento della multa. È necessario, però, che si verifichino degli errori materiali. Come riporta BusinessOnline.it, infatti, la multa può essere contestata nel caso di un'errata indicazione dei dati del conducente nella multa oppure, anche, di un'errata indicazione del luogo dove questa infrazione è avvenuta. Inoltre, possono essere cause di ricorso un'errata indicazione della data e dell'ora dell'infrazione stessa, e cioè del passaggio col rosso, ma anche una notifica della multa arrivata dopo 90 giorni o più da quando quest'ultima è stata commessa.

C'è, infine, un altro caso che non riguarda gli errori materiali. Il conducente può presentare ricorso, infatti, anche quando dimostra lo stato di necessità. Deve dimostrare, insomma, che non poteva effettivamente fermarsi o rallentare, per una questione di tempo. Se effettivamente il conducente non poteva perdere tempo per un motivo davvero importante, la multa può essere annullata. La decisione spetterà al prefetto o al giudice di pace: il ricorso potrà essere presentato al primo entro 60 giorni, o al secondo entro 30 dall'avvenuta notifica.

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