martedì, Ottobre 4, 2022
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Caro gas, arriva la proposta per risparmiare sui consumi. "Chiudere le scuole..."

Arriva la proposta per fronteggiare il rialzo dei prezzi del gas anche a scuola: ecco di cosa si tratta e qual è stata la risposta dei sindacati

A partire da lunedì 5 settembre, gli studenti italiani rientreranno o entreranno per la prima volta in classe. Le porte della Scuola apriranno piano piano in tutta Italia: le date di inizio e di fine dell'anno scolastico cambiano, infatti, in ogni regione. In ogni caso, entro la fine del mese di settembre milioni di studenti avranno iniziato l'anno scolastico 2022-2023. Un anno che sarà molto importante per diversi motivi.

Prima di tutto, si tratta del primo anno di parziale "normalità" dopo l'emergenza Covid. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha inviato un vademecum a tutti gli istituti scolastici con le indicazioni sul rientro a scuola. Per la prima volta, dopo due anni, non sarà più prevista la modalità della didattica digitale integrata: pertanto, gli studenti positivi al Covid non potranno seguire le lezioni a distanza. Inoltre, non vigerà l'obbligo di mascherina, eccetto che per gli studenti fragili. Insomma: si tratta di un cambiamento decisivo rispetto agli ultimi due anni. Quest'anno, però, gli studenti italiani dovranno convivere con un'altra emergenza importante: quella causata dal vertiginoso aumento dei prezzi del gas, dell'energia elettrica e delle materie prime.

Il caro gas colpisce anche la scuola, ecco la proposta dei Presidi

Anche il mondo della Scuola dovrà affrontare le conseguenze della crisi economica seguita allo scoppio della guerra in Ucraina. Una delle conseguenze più "tangibili" per studenti, docenti e personale scolastico è sicuramente quella del caro gas, soprattutto con l'arrivo del freddo. Per fronteggiare il caro gas, risparmiando sui consumi, alcuni Presidi della Provincia di Verona hanno proposto di chiudere le scuole il sabato e di attivare la Didattica a Distanza per l'ultimo giorno della settimana scolastica. Come riporta ANSA, l'Azienda dei trasporti di Verona ha previsto che si ridurrebbero in generale i consumi del 4%. Questo non solo perché gli istituti resterebbero chiusi, ma anche per una razionalizzazione dei servizi di trasporto pubblico.

La proposta è stata, però, bocciata sia dal sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso che gran parte dei sindacati del settore. Per il segretario della Uil Scuola Giuseppe D'Aprile, ad esempio, risparmiare sulla scuola è sbagliato, perché significa non investire sul futuro del Paese. D'Aprile ha, però, lanciato una controproposta, e cioè quella di tagliare sugli sprechi. Uno su tutti, ha specificato, riguarda il Parlamento, "i cui termosifoni sono accesi h24 ed è invece frequentato dal martedì al giovedì".

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