venerdì, Maggio 27, 2022
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Alessandro Orsini, ospite da Giletti, ribadisce: "Hitler non voleva la Seconda Guerra Mondiale", la reazione del conduttore

Alessandro Orsini, professore associato di Sociologia del terrorismo all’università Luiss, sta facendo molto spesso parlare di se per le sue dichiarazioni senza mezzi termini e emotivamente molto partecipate. Spessissimo, poi, è stato criticato per le sue posizioni sulla NATO e a Non l'Arena, il famoso programma condotto da Massimo Giletti, si è cercato di fare un po’ più di chiarezza. A smuovere atri migliaia di post sui social è stata, questa volta, la domanda che il conduttore torinese ha rivolto al professore su una sua dichiarazione per cui Hitler non avrebbe mai desiderato l’inizio del secondo conflitto mondiale.

Evitando, allora, quella faciloneria che accompagna la stampa scandalistica nel riportare estratti millimetrici fuori contesto, riteniamo opportuno rendere la completa riposta del professore: “Quello che io ho detto è inconfutabile alla luce delle conoscenze storiche a cui siamo giunti. Forse un giorno ci saranno nuove scoperte scientifiche, ma allo stato attuale delle nostre conoscenze non esiste un solo storico al mondo in grado di confutare quella mia affermazione. E cioè che quando Hitler il 1 settembre del 1939 invase la Polonia, non aveva intenzione di scatenare la Seconda guerra mondiale. E non si aspettava che si sarebbe sviluppato un conflitto così devastante e duraturo. Inoltre non ho mai affermato quello che mi è stato attribuito dalla stampa. Non ho mai detto, perché non lo penso, che il responsabile di quella guerra sia stata l’alleanza tra Inghilterra, Francia e Polonia. Penso che il principale responsabile sia stato Hitler”

Effettivamente l’annessione dei sudeti e la traballante “anschluss” dell’ Austria vengono riportate, nei libri di Storia più attuali ed autorevoli, come il tentativo espansionistico della Germania nel perenne timore, però, che le potenze occidentali potessero intervenire  manu militari. Che il professor Orsini sia appunto in linea con i maggiori studiosi di Storia contemporanea, allora, non stupisce affatto. Giletti tiene però a specificare un certo atteggiamento da parte dell'intellettuale nel voler operare paragoni forti, duri, in un contesto di estrema delicatezza: “Forse lei non se ne accorge, ma gioca un po’ con le parole”. Inasprito dall’imbeccata, allora, il professore non risponde con tutta la gentilezza di cui è capace e un po’ seccato ha ribattuto: Quella mia frase è praticamente un virgolettato che si trova nei capolavori sulla Seconda guerra mondiale. Io non alzo affatto l’asticella. Il punto fondamentale è che in Italia c’è un deficit culturale nel campo della sicurezza internazionale. La gran parte dei miei detrattori sono privi della grammatica fondamentale”. Nessuno, allora, obietta la competenza del Prof. Orsini nel suo ambito disciplinare, certo è che un uomo che dovrebbe essere abituato a rivolgersi ad una platea di studenti dovrebbe però essere ben capace di non appesantire con un grande carico emotivo le proprie dichiarazioni.

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